A seguito di un’indagine condotta dal pm Silvia Bonardi nell’ambito di un’operazione antiterrorismo, la polizia di Brescia ha fermato una coppia composta da una donna bresciana e il marito di origine tunisina, in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno.

Questi è stato subito espulso dal Paese, mentre la donna, figlia di un facoltoso imprenditore della provincia di Brescia, è accusata di arruolamento con finalità di terrorismo. I due infatti si stavano preparando a raggiungere la Siria per arruolarsi tra le fila dei combattenti dell’Isis.

La donna si era convertita all’Islam dopo essersi sposata con il compagno (con rito islamico nel 2010 e civile nel 2015), e da allora aveva preso a indossare il niqab integrale nero. Il questore Vincenzo Ciarambino ha affermato che l’arresto è arrivato poco prima che i due potessero mettersi in viaggio: “La donna, di buona famiglia, soprattutto sui social aveva manifestato una radicalizzazione sempre più in crescendo. Marito e moglie stavano anche prendendo un’auto per poter affrontare il viaggio”.

Sulla bacheca Facebook della donna negli ultimi mesi erano comparsi svariati messaggi in cui venivano esaltate le gesta dell’Isis, insieme a frasi più ambigue come “Io vivo qui solo con il mio corpo invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano…” oppure “Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero, e Ti chiedo una morte nel paese del tuo profeta… Il Paradiso il Paradiso il Paradiso giuro che non ce la faccio ad aspettare…”

In Italia il fenomeno delle foreign fighter è per ora molto limitato, in quanto sui 100 miliziani dell’Isis provenienti dal nostro Paese, inclusi anche gli stranieri che hanno vissuto qui per un certo periodo, sono dieci sarebbero di sesso femminile.