I controlli dei migranti e delle loro possibili connessioni con il mondo del terrorismo funzionano. O almeno è di questo parere il ministro dell’interno Angelino Alfano, che ha commentato con favore una recente operazione che ha portato al fermo di un migrante, sospettato per possibili attività legate al terrorismo islamico.

Un migrante è stato fermato a Pozzallo, dove era arrivato con un barcone lo scorso 4 dicembre, dalla Digos di Ragusa. Gli agenti hanno trovato sul suo cellulare delle immagini e dei messaggi che lo legano agli ambienti del terrorismo e all’Isis. In uno dei suoi sms, sembra che avesse scritto: “Allah è grande, ma l’Isis lo è di più”.

Stando a quanto riportano le prime informazioni sul fermo, sul suo telefono sarebbero presenti degli scatti che riprendono degli atti di terrorismo. Il giovane uomo, un siriano di 20 anni, è stato sentito alla presenza del suo legale e di Carmelo Zuccaro, procuratore aggiunto di Catania, con un interrogatorio di garanzia che si è tenuto questa mattina di fronte a Daniela Monaco Crea, gip del Tribunale etneo.

Riguardo al fermo del giovane siriano, Alfano ha dichiarato con soddisfazione: “È un’operazione di controllo che ha funzionato, la prova dell’efficacia del sistema di prevenzione. Il nostro lavoro non ammette sosta, né di giorno, né di notte, siamo sul campo con le nostre migliori squadre investigative e i nostri migliori uomini”.

Non è però mancata una polemica da parte della Lega Nord. Questa volta a passare all’attacco non è Matteo Salvini, bensì il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che sul tema del terrorismo ha chiesto ironicamente: “Ma come, Renzi e Alfano non avevano escluso categoricamente che i terroristi potessero arrivare sui barconi, affermando che casomai arrivano in aereo e prendendosi gioco di chi sosteneva il contrario? Spaventa il pressapochismo con cui vengono gestite dal governo questioni tanto importanti; nel nome del buonismo e dell’antirazzismo, insieme ai pochi che fuggono veramente dalla guerra, stiamo accogliendo molti migranti economici e anche qualche terrorista. Ci stiamo tirando in casa un cavallo di Troia che da un momento all’altro potrebbe rivelare in modo tragico il proprio tremendo contenuto: rispediamolo fuori dalle nostre mura, finché siamo in tempo!”.