Prosegue l’allarme terrorismo in Francia dopo la terrificante strage di Nizza. Nella notte tra domenica e lunedì, in località Boissy-Saint-Léger, nel Val-de-Marne, la polizia ha infatti fermato un 23enne a bordo di un VTC, un mezzo turistico con autista.

Già noto ai servizi segreti locali come persona a forte sospetto di radicalizzazione, l’uomo non è stato arrestato per sospetti legati ad attività terroristiche quanto per le denunce di alcuni furti subiti dai suoi clienti in qualità di conducente.

La polizia, che ha proceduto a un primo controllo stradale nei pressi di Sucy-en-Brie, ha infatti scoperto che l’uomo usava le informazioni recuperate durante l’esercizio del proprio lavoro – principalmente portare viaggiatori in aeroporto – per introdursi nelle abitazioni lasciate vuote e svaligiarle.

La perquisizione effettuata nella vettura del 23enne sospettato di jihadismo ha portato alla scoperta di una gran quantità di documenti, passaporti e patenti sottratte.

Una volta arrivati nell’abitazione del ragazzo sono stati invece rinvenuti due candelotti di dinamite e detonatori, tra l’altro conservati in modo inadatto e a rischio di esplosioni improvvise. Sul cellulare la foto di una bandiera dell’Isis, che potrebbe suffragare l’ipotesi di un’affiliazione, se non altro di natura ideale, al gruppo terroristico.

La notizia dell’arresto è stata rivendicata con orgoglio dal ministro della Giustizia Jean-Jacques Urvoas come una prova della collaborazione tra magistratura e polizia e addotta come esempio del lavoro che intercorre tra gli attentati che purtroppo hanno colpito la Francia in tempi recenti.