Dopo i tragici avvenimenti in Francia, che hanno coinvolto soprattutto la redazione di Charlie Hebdo, l’Europa cerca di difendersi dal terrorismo e sfodera le armi di cui dispone, in particolar modo legislative. Se da più parti si chiede di rivedere le regole del trattato di Schengen, altri Paesi sono già sulla via dell’approvazione di regole che possano innalzare lo stato di sicurezza all’interno dei propri confini.

Fra questi Paesi c’è soprattutto la Germania. Forse anche in seguito ad un probabile atto di emulazione di quanto avvenuto a Charlie Hebdo (ne abbiamo parlato qui), il parlamento tedesco ha deciso di approvare una legge che prevede il ritiro dei documenti di identità – per un periodo che può arrivare fino a tre anni – a tutti i fondamentalisti islamici noti che tentino di raggiungere Paesi quali la Siria o l’Iraq. La legge prevede l’inoltre la sostituzione dei documenti ritirati con tessere particolari, su cui sarà segnalato il divieto di espatriare dalla Germania.

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