Cinque persone residenti in Veneto sono indagate nell’ambito di un‘inchiesta per terrorismo aperta dalla Procura distrettuale di Venezia e condotta dai Ros. Lo riporta il ‘Corriere del Veneto’ specificando che l’ipotesi di reato è di associazione eversiva (270 bis). Gli elementi sono sospettati di essere vicini alle organizzazioni che si battono per la Jihad islamica.

L’ipotesi è che abbiano svolto attività di reclutamento di persone interessate a raggiungere la Siria o l’Iraq, per partecipare alla ‘guerra santa’ dell’Isis. Da chiarire se e quanto siano collegati alla vicenda di Ismar Mesinovic, il bosniaco residente nel bellunese e morto in Siria in combattimento dopo aver aderito alla Jihad. L’uomo era sparito dal Veneto nel dicembre 2013 portando con sè il bimbo di due anni, del quale si sono perse le tracce. Gli investigatori, i Carabinieri del Ros, cercheranno di capire se gli indagati intendessero seguire lo stesso percorso di Mesinovic o se abbiano avuto un ruolo spingerlo ad andare a combattere. Secondo quanto si è appreso, sarebbero tutti originari dei Balcani e gravitavano nello stesso ambito.

Anche la Procura di Milano ha da circa due anni aperto un fascicolo che vede indagati alcuni siriani. Sono in corso “complesse indagini” con al centro il reato di terrorismo internazionale (foto by InoPhoto) con le “forze di polizia che mantengono alta l’attenzione sul fenomeno”. Tra gli indagati sarebbero 4 siriani, tra cui Haisam Sakhanh, per oltre dieci anni vissuto a Cologno Monzese e che ha fatto perdere le sue tracce. Le attività degli inquirenti si sono concentrate soprattutto sulla cosiddetta “radicalizzazione via web” di persone di origine straniera cresciute in Lombardia e che hanno abbracciato la causa della jihad. Nella relazione si parla anche di “evoluzione del fenomeno terroristico” ossia sulle forme di cosiddetto “terrorismo individuale” o “terrorismo home-grown”.

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