Il re saudita Abdullah ha avvertito i paesi occidentali che saranno loro il prossimo obiettivo dei jihadisti di Is provenienti dalla Siria e dall’Iraq, a meno che non ci sia un’azione “rapida” per frenare la loro crescita.

È notizia di ieri che la Gran Bretagna ha aumentato il livello di allerta terrorismo nel paese innalzatolo da ‘sostanziale’ a ‘grave’.

“Se li ignoriamo, sono sicuro che raggiungeranno l’Europa in un mese e l’America in un altro mese”, ha detto Re Abdullah in un discorso, citato sabato dal giornale Asharq al-Awsat dal canale tv Al-Arabiya, intervenuto ad una cerimonia di benvenuto per i nuovi ambasciatori, tra cui un nuovo inviato dagli Stati Uniti. Re Abdullah ha avvertito della minaccia rappresentata dai nascenti movimenti terroristici: “Il terrorismo non conosce frontiere e il suo pericolo potrebbe interessare diversi paesi al di fuori del Medio Oriente.”

Da mesi che lo Stato islamico e altri gruppi islamisti sunniti hanno sequestrato le città dell’Iraq e si stima abbiano 100.000 combattenti, soldi e armamenti da vero esercito. Re Abdullah, fiutando la minaccia anche al suo regno, ha detto che la mancanza d’azione sarebbe “inaccettabile” di fronte a questo terribile fenomeno.

Vedete come sono ijihadisti? decapitano e fanno degli ‘show’ per i bambini mostrando loro le teste mozzate in strada“, ha detto King Abdullah condannando la “crudeltà” di questi atti, “Non è un segreto per voi quello che hanno fatto e che cosa faranno ancora. Vi chiedo di trasmettere questo messaggio ai vostri leader, ‘Lottate contro il terrorismo con la forza, la ragione e la (necessaria) velocità.’” ha aggiunto il re saudita riferendosi ai nuovi ambasciatori.

Riyadh ha da tempo espresso il timore di essere presa di mira dai jihadisti, tra cui alcuni dei suoi stessi cittadini che hanno preso parte nei conflitti in Iraq e Siria lottando per Isis (ora Is).  Per questo motivo all’inizio di quest’anno nel regno sono stati prolungati i termini del carcere per coloro che viaggiano all’estero per combattere.

Intanto il segretario di Stato Usa John Kerry sembra aver colto il problema e ha chiamato il mondo a formare una coalizione globale per sconfiggere lo Stato Islamico in Iraq e Siria. “Con una risposta unitaria guidata dagli Stati Uniti e una coalizione più ampia possibile di nazioni non sarà più consentito il diffondersi del cancro di ISIS in altri paesi. Il mondo può affrontare questo flagello, e alla fine sconfiggerlo,” così Kerry in un editoriale per il New York Times. Il capo della diplomazia statunitense ha avvertito che l’ultima incarnazione dell’ estremismo islamico è più grande e meglio finanziata rispetto al passato. “Sono dotati di sofisticate armi pesanti saccheggiate dal campo di battaglia. Hanno già dimostrato la capacità di prendere e tenere più territorio di qualsiasi altra organizzazione terroristica nella storia e la regione dove svolgono la loro azione di terrore è strategica dato che confina con la Giordania, il Libano e la Turchia ed è pericolosamente vicino a Israele” ha detto Kerry.

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