Continua la guerra al terrorismo islamico in Francia. Questa mattina i RAID e i GIGN, i corpi speciali della polizia transalpina, hanno effettuato una vasta operazione antiterrorismo a Lunel, nel sud della Francia, che ha portato all’arresto di cinque persone con l’accusa di aver reclutato combattenti per la jihad. Negli ultimi mesi ben sei abitanti di questa cittadina di 25mila abitanti sono morti in Siria, dopo esservi recati per partecipare alla guerra, e si pensa che in tutto siano più di venti i cittadini di Lunel reclutati dall’Isis. “Abbiamo smantellato una filiera particolarmente pericolosa e organizzata“, come ha dichiarato Bernard Cazeneuve, ministro degli Interni francese. Le persone arrestate, di cui non sono state rese note le generalità, hanno tutti tra i 26 e i 44 anni; uno di loro sarebbe il fratello di Karim, morto in Siria lo scorso dicembre. Durante il raid, secondo quanto riporta il giornale locale Midi Libre, sarebbe rimasta ferita una donna.

Intanto, la notte scorsa, la polizia belga ha arrestato tre sospetti jihadisti di 19, 21 e 24 anni nella città fiamminga di Kortrijk. Anche in questo caso l’accusa era la medesima: affiliazione all’Isis e reclutamento di combattenti per la jihad siriana. Anche Kortrij, come Lunel, è nota alle istituzioni perché diversi suoi cittadini sono partiti recentemente per combattere a fianco dello Stato Islamico. In realtà, gli ultimi aggiornamenti provenienti dal Belgio raccontano un’altra verità. I tre presunti terroristi, infatti, sono stati rilasciati perché non avevano nulla a che fare con alcuna organizzazione terroristica. La polizia aveva notato un presunto “comportamento sospetto” nei pressi della stazione di Harelbeke, ma dalla perquisizione del loro appartamento non è stato possibile trovare alcun elemento che li collegasse al terrorismo islamista. E già in Belgio si parla di overreacting da parte della polizia.

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