La Procura di Milano ha chiesto e ottenuto l’identificazione di un uomo partito dal capoluogo lombardo per l’Iraq. L’accusa è quella di terrorismo internazionale, dato che il sospettato, il marocchino 47enne Tascour Hamed, è ritenuto essere un foreign fighter arruolatosi tra le fila dell’Isis.

L’uomo viveva a Bresso fino a circa un anno fa, quando insieme alla moglie e ai due figli si è imbarcato in un lungo viaggio con il fine arruolarsi nell’esercito dello Stato Islamico: arrivato in Turchia, Tascour sarebbe riuscito a passare la frontiera entrando in territorio iracheno.

Qui l’uomo è stato identificato grazie a una serie di filmati in cui lo si vede insieme al figlio maschio, arruolato anch’egli tra i combattenti dell’Isis in qualità di soldato bambino. L’indagine ha preso il via nel 2013 in seguito all’espulsione di Bashir Salid, arabo israeliano arrestato poi proprio in Israele con altre sei persone.

Il pm Enrico Pavone che si è occupato dell’indagine ha descritto il processo di arruolamento di Tascour, in realtà un insospettabile: “Tascour era inserito in Italia, non risulta fosse particolarmente religioso, aveva permesso di soggiorno e un lavoro stabile in un’impresa di pulizie. Ha approfittato delle scorse vacanze natalizie per lasciare l’Italia, sostenendo di volere tornare in Marocco e partendo in realtà per l’Iraq, come dimostrano i tabulati telefonici a partire dal gennaio 2015”.

Nei suoi confronti è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare, possibile solo nel caso in cui il terrorista venga arrestato e quindi estradato. Si sospetta però che l’uomo possa trovarsi in Europa, e perciò è stato emesso anche un mandato di custodia europeo.

Claudio Ciccimarra, dirigente della Digos, ha descritto nel dettaglio l’accorto piano di fuga messo in piedi dal foreign fighter per evitare di attirare l’attenzione sulle sue manovre: “Partendo durante le ferie natalizie, Tascour ha destato meno sospetti. Ha ritirato i soldi in banca in momenti diversi e ha fatto di tutto per non destare sospetti. Ha ritirato in azienda il tfr e ha chiesto un finanziamento“.