Dopo i recenti atti di terrorismo in Turchia la Germania ha scelto di chiudere temporaneamente la sua ambasciata sita ad Ankara, nonché il consolato che si trova a Istanbul.

La decisione diplomatica tedesca riflette il clima di tensione che si respira nella nazione: il timore, come confermato dal Ministro degli Esteri teutonico, è che a breve possa esserci un nuovo attentato.

Frank-Walter Steinmeier, che ha chiesto e ottenuto anche la chiusura della scuola tedesca che si trova a Istabul, ha spiegato in conferenza stampa come sia arrivata ai servizi segreti la notizia di una serie di minacce serie ma “ancora non verificabili in modo definitivo” alle rappresentanze del Paese in Turchia.

Inevitabilmente la misura precauzionale potrebbe riguardare anche le sedi di altre nazioni, come per esempio l’Italia, dato che le due ambasciate ad Ankara sono una confinante con l’altra. L’allarme continua a rimanere alta e solo ieri pomeriggio nella scuola tedesca fatta chiudere era stato trovato uno zaino sospetto: fatto brillare dagli artificieri, è poi risultato contenere solo del cibo.

Contestualmente a tutti i cittadini presenti ad Ankara e a Istanbul è stato chiesto di mantenersi lontani dalle aree come misura di sicurezza.

Domenica scorsa nella capitale un’autobomba fatta esplodere nei pressi di una fermata del bus aveva provocato 37 vittime: l’attacco è stato rivendicato dal gruppo curdo TAK composto da estremisti, che hanno spiegato il gesto come una rappresaglia per le operazioni dell’esercito avvenute lo scorso luglio nella parte sud-est del Paese.

Contrariamente a quanto affermato dalle autorità turche, lo stesso gruppo TAK aveva confermato di essersi separato dal PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, che dal canto suo ha negato più volte di poter esercitare alcun controllo sugli estremisti.

Le preoccupazioni tedesche sono poi aumentate da quando lo scorso gennaio un kamikaze si era fatto saltare in aria nel centro di Istanbul, uccidendo 12 turisti provenienti dalla Germania.