Erano già state promesse a inizio dicembre e per quanto non se ne faccia esplicita ammissione appare chiaro che le aggiunte al regolamento di accesso a ospedali e strutture regionali derivino dal recente allarme terrorismo: la giunta Maroni ha dunque decretato che in Lombardia potrà essere respinto chiunque si rechi con indosso un niqab o un burqa (e quindi con il volto coperto) in uno dei luoghi citati.

Ad annunciare la revisione del regolamento era stata l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Simona Bordonali, la quale all’inizio del mese aveva partecipato a una riunione del Consiglio Regionale nella quale la Lega Nord aveva portato la questione all’ordine del giorno dopo gli attentati di Parigi.

È stato lo stesso presidente Roberto Maroni a rendere noti i provvedimenti presi in una conferenza stampa dopo la riunione della giunta, precisando che “non si tratta di una nuova legge” ma di un adeguamento al regolamento che “rende esplicito il riferimento a una legge nazionale“.

La norma, secondo la quale “chi controlla gli ingressi sa che non devono entrare persone a volto coperto“, stando alle parole del politico della Lega non sarà applicata solo a cittadini di fede musulmana ma a chiunque si presenti in modo da non poter essere immediatamente identificato.

Gli addetti ai controlli potranno dunque fermare sia chi chiederà di entrare in ospedali o sedi regionali con un casco, ma per esempio non ci saranno problemi per tutte le donne con chador o hijab, ovvero capi di abbigliamento che non nascondono la fisionomia del volto.

Già lo scorso 26 novembre la Corte di Strasburgo aveva dato regione alla Francia in una causa in cui una donna era stata licenziata da un ospedale perché aveva rifiutato di togliersi il velo durante le ore di lavoro, contravvenendo a quelle che sono le leggi nazionali in materia. Il 4 dicembre, invece, un terribile incidente ha sconvolto Bergamo, dove un cittadino di origini marocchine ha ucciso la moglie, accusata di non voler più indossare il velo, avendo acquisito usanze occidentali.