Allarme terrorismo nel Lazio, dove nella mattinata di oggi le forze speciali hanno eseguito varie perquisizioni in tutta la regione.

Nel corso dell’operazione denominata Black Flag, atta a stanare affiliati a organizzazioni terroristiche, è stato arrestato un presunto membro di Al-Qaeda, posto in stato di custodia cautelare in carcere.

L’uomo è considerato essere un affiliato dell’organizzazione libica Ansar Al-Sharia che da tempo ha stretto un’alleanza con Al-Qaeda.

Stando alle prime informazioni disponibili l’uomo, di origine mediorientale, è accusato di tentativi di proselitismo in carcere. Già detenuto per reati contro il patrimonio, l’uomo fermato dalla Digos, su coordinamento del pool Antiterrorismo della Procura della Repubblica, avrebbe avvicinato alcuni detenuti con cui condivideva la cella cercando di radicalizzarli e avvicinarli alle posizioni dell’organizzazione terroristica Ansar Al-Sharia.

Le perquisizioni domiciliari compiute nelle prime ore della mattinata avevano come scopo l’individuazione di eventuali fiancheggiatori dell’uomo nella sua opera di radicalizzazione. Uno scenario peraltro simile a quello che avrebbe fatto da sfondo all’indottrinamento di Anis Amri, che si sarebbe avvicinato ad ambienti terroristici proprio durante il periodo di detenzione nel carcere di Agrigento.

Sulla questione è intervenuto anche il premier Gentiloni, il quale ha spiegato come non sia possibile ignorare il fenomeno, al centro delle nuove operazioni dell’anti terrorismo: “Uno dei risultati più importanti è aver appurato che i percorsi di radicalizzazione si sviluppano soprattutto in alcuni posti, nelle carceri e nel web, più che in altri che magari abbiamo molto seguito negli scorsi anni. Il fatto di avere un numero minore di persone radicalizzate o di foreign fighters non ci deve indurre a sottovalutare il fenomeno e la necessità di capirlo.” L’appello, però rimane sempre quello di non lasciarsi tentare da “equazioni improprie tra immigrazione e terrorismo