Gli Stati Uniti mettono in guardia l’Europa: sul continente sta per arrivare un’ondata di foreign fighters senza precedenti ed è per questo che diventerebbe assolutamente necessario che i servizi segreti di tutti i Paesi membri collaborassero affinché le informazioni circolassero di più e meglio. Con lo scopo, chiaro, di combattere il terrorismo. L’allarme l’ha lanciato Lisa Monaco, che Obama ha voluto al suo fianco in qualità di capo dall’antiterrorismo Usa e che in questi giorni si trova in visita a Bruxelles, una delle città maggiormente colpite dai terroristi jihadisti dell’Isis. I foreign fighters, si ricorda, sono combattenti stranieri che hanno scelto di andare in Siria per la guerra civile.

Secondo i primi dati di cui si sarebbe in possesso, nella sola Germania, negli ultimi tempi, sarebbero stati segnalati 365 foreign fighters che sarebbero riusciti a rientrare mischiandosi al flusso di migranti. Un problema da non sottovalutare affatto perché l’Europa potrebbe trovarsi a dover affrontare due problemi ben distinti ma che se uniti potrebbero rischiare di diventare devastanti: da una parte i foreign fighters, appunto; dall’altra i terroristi che si radicalizzano negli Stati. In tutto ciò, velocità e condivisione delle informazioni a livello di intelligence diventano assolutamente fondamentali. La velocità dovrebbe essere correlata al fatto che i gruppi di terroristi agiscono piuttosto in fretta e quindi bisognerebbe batterli sul tempo.

I Paesi che stanno subendo i flussi di immigrazione più importanti, tra l’altro, rischierebbero di ritrovarsi in casa i terroristi che riescono ad infiltrarsi fra coloro che fuggono all’estero in cerca di salvezza e di un futuro migliore. Fra questi, appunto, la Germania ma anche l’Italia e il Belgio.