Nella lotta al terrorismo internazionale occorre mettere in campo nuovi strumenti capaci di monitorare tutti i canali utilizzati dai militanti dell’ISIS per comunicare tra loro. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando annunciando nuovi controlli sulle chat della Playstation e di tutte le console di gioco che consentono agli utenti di parlare e inviarsi messaggi.

Secondo le autorità belga i terroristi che hanno colpito a Parigi il 13 novembre scorso potrebbero aver usato proprio la chat della Playstation. La Sony ha assicurato piena collaborazione all’intelligence. Proprio la cooperazione è uno dei punti chiave del nuovo piano italiano contro il terrorismo presentato ieri dal Ministro Orlando in vista dell’apertura del Giubileo Straordinario della Misericordia a Roma.

Orlando ha spiegato che le Procure collaboreranno maggiormente per passarsi le informazioni sui soggetti sospetti e intervenire tempestivamente in caso di minacce terroristiche imminenti. Le tecnologie informatiche avranno un ruolo determinante nel nuovo piano antiterrorismo. Grazie all’utilizzo di nuovi strumenti l’intelligence sarà in grado di intercettare anche i canali alternativi utilizzati dai terroristi per comunicare. Un altro compito importante sarà quello affidato al team di traduttori che verrà ampliato e messo in condizioni di intercettare facilmente ogni minaccia.

Il ministro ha spiegato che l’Italia ha tutti i mezzi per difendersi dalla minaccia del terrorismo:

Per fare questo occorrono risorse di cui disponiamo. Avevamo già deciso di investire quest’anno 150 milioni di euro per il rafforzamento dei sistemi informatici. Più tecnici e più mediatori culturali all’interno delle carceri, per impedire quelle forme di radicalizzazione che in altri Paesi si sono sviluppate proprio in quel contesto.

Orlando auspica che le autorità europee costituiscano presto un’unità antiterrorismo comunitaria, una sorta di regia in grado di convogliare tutte le informazioni ricevute dai servizi segreti degli stati membri e di agire nell’interesse dei cittadini europei. Finora non c’è stato alcun passo decisivo in questa direzione ma dopo gli attentati di Parigi l’UE potrebbe decidere di cambiare rotta destinando più risorse alla lotta al terrorismo.