La settimana scorsa la polizia di Parigi aveva fermato dodici persone durante alcuni raid nelle banlieue della città. Oggi è stato annunciato che quattro tra questi sono stati ufficialmente incriminati per “associazione a delinquere legata a un’impresa terroristica” all’interno del caso relativo ad Amedy Coulibaly, autore della strage presso il supermercato ebraico nel quale sono morte quattro persone.

Il terrorista complice dei fratelli Kouachi, i responsabili del massacro nella redazione della rivista Charlie Hebdo, è stato aiutato da tre degli incriminati fermati dalle autorità: attraverso vari acquisti in diverse armerie sarebbero stati loro, infatti, a rifornire di armi Coulibaly. Lo stato di fermo è stato ufficializzato solo per tre dei sospetti, mentre il quarto sarà a breve ascoltato dal giudice.

Intanto in Francia si è celebrato l’eroe della strage all’Hyper Cacher kosher, il malese Lassana Bathily, islamico. Commesso del negozio, il ragazzo riuscì a portare in salvo alcuni dei clienti e fornì informazioni indispensabili alla polizia per impostare il raid. Bathily oggi riceverà la cittadinanza francese onoraria e il passaporto.

La Francia però non può rilassarsi e tirare il fiato, dato che la polizia nelle scorse ore ha fermato cinque cittadini russi di origine cecena a Beziers, nel Sud del Paese, in possesso di un’ingente quantità di esplosivo di facile fabbricazione. Il gruppo è per ora sospettato di star preparando un attentato.

Ritorna alla mente la manifestazione svoltasi a Grozny, capitale della Cecenia (stato a maggioranza islamica), durante la quale centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la pubblicazione di vignette satiriche offensive nei confronti del profeta Maometto. Analoghe manifestazione si sono verificate in Niger, Turchia, Pakistan e Algeria.

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