Dopo gli attentati di Parigi si attendeva una reazione chiara e precisa riguardo alle misure anti-terrorismo da prendere in Italia, oggetto delle minacce degli jihadisti dello Stato Islamico. La prima occasione è arrivata con l’intervista che Matteo Renzi ha concesso ieri sera a SkyTg24, dove ha colloquiato con il direttore Sarah Varetto.

Il premier per prima cosa cerca di tranquillizzare la popolazione, ricordando come il rischio sia condiviso dall’intera Europa e quanto a poco serva lasciarsi prendere dal panico: “Tutti i paesi europei hanno lo stesso grado di rischio, non c’è nessun paese che non sia a rischio. Dobbiamo essere prudenti, vivere la nostra vita, mettere in campo tutte le accortezze“.

Per far fronte al pericolo di attentati in Italia l’unico strumento adeguato, argomenta Renzi, è quello dell’intelligence capillare e dalle risorse ampliate per l’occasione. È necessario quindi stanziare nuovi fondi, e a questo proposito il Presidente del Consiglio invoca l’esempio fornito dalla Francia: “Il patto di Stabilità non si deve applicare alle spese della Difesa. Quello che vale per la Francia varrà anche per l’Italia. Serve uninvestimento sulla cyber security“.

A questo proposito il premier si è dilungato, insistendo sulla prevenzione come unica chance di fermare del tutto gli attentati: certo, si deve “intervenire con grande determinazione, tracciare dalle telecamere ai social network, alle playstation, ai telefonini le comunicazioni interne“, ma quello che gli italiani devono sapere, stando a Renzi, è che “non c’è una risposta definitiva: gli strumenti migliori sono quelli preventivi: non è che se fai passare tutti per il metal detector stiamo tranquilli“.

La prossima settimana sarà dunque l’occasione per proporre a tutte le forze politiche tricolori il potenziamento delle risorse a disposizione. Ma il precedente costituito dalla Francia, il cui Presidente Hollande ha chiesto leggi speciali con modifiche apposite alla Costituzione, non verrà fatto proprio dall’Italia. Renzi esclude tali emendamenti “nel modo più categorico. Non credo che la priorità siano leggi speciali. Non escludo però modifiche normative“.

Infine un appello sulle opinioni latamente razziste sulla questione dell’immigrazione che si fanno sempre più forti, anche nelle tribune politiche: “È evidente che noi sull’immigrazione dobbiamo fare di più ma dire che immigrazione uguale terrorismo non è intellettualmente onesto, significa far finta di non vedere che i terroristi di Parigi sono nati nelle periferie parigine“.