Il gip del tribunale di Bari, Francesco Agnino, ha deciso di convalidare il fermo di Hakim Nasiri, uno dei tre sospettati di terrorismo arrestati due giorni fa, ma ha disposto che non venga applicato la carcerazione cautelare.

Il 23enne afghano è stato sottoposto a interrogatorio, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale, Adriano Pallesca, ha dichiarato che si tratta di “una vicenda ingigantita, un abbaglio preso per la semplice foto di una persona con un mitra giocattolo in mano“, riferendosi a uno scatto in cui Nasiri è per l’appunto ritratto mentre imbraccia un fucile.

La decisione ha però provocato lo sconcerto della Procura, che nella persona del magistrato Roberto Rossi ha annunciato di voler presentare ricorso presso il tribunale del Riesame al fine di ottenere il ritorno di Nasiri dietro le sbarre in via precauzionale.

L’avvocato ha poi aggiunto che “sicuramente il gip ha valutato correttamente la questione ritenendo che non sussistano i presupposti per contestare un reato così grave e tenere in carcere una persona”. Secondo Pallesca tutto ciò che sarebbe stato prodotto dalle indagini non sarebbero che foto e video che rappresentano “momenti di svago”.

A quanto sembra dalle dichiarazioni del suo legale il sospettato avrebbe raccontato tra le lacrime di essere stato perseguitato dai talebani in Afghanistan, e che quindi non avrebbe alcun movente per compiere gesti terroristici.

Il gip non ha invece ritenuto opportuno scarcerare gli altri due uomini catturati durante l’operazione della polizia di Bari, ovvero Gulistan Ahmadzai, afghano 29enne, e Zulfikar Amjad, pakistano di 24 anni: entrambi sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, essendo sospettati di aver fatto parte di un’organizzazione operante nel traffico di essere umani.

A quanto sembra l’iPhone di uno dei due fermati sarebbe risultato impenetrabile ai tentativi di analisi degli investigatori, che non sono riusciti ad accedere alle foto e ai video presenti sul dispositivo.