Tra le centinaia di profughi che ogni settimana sbarcano sulle coste italiane potrebbero nascondersi dei terroristi. A lanciare l’allarme è il tabloid Daily Mail, che cita fonti libiche. Secondo il quotidiano britannico le pattuglie della guardia costiera libica avrebbero visto alcuni combattenti dell’ISIS radersi la barba e tagliarsi capelli e baffi per confondersi tra i profughi in fuga dalla povertà e dalla barbarie del Califfato Islamico.

I media britannici sostengono che il rischio di infiltrazioni di terroristi sui barconi di profughi che transitano nel Mediterraneo ora sarebbe più alto, per via dell’offensiva lanciata dall’alleanza contro gli jihadisti. Dopo la sconfitta a Sirte molti miliziani si sono infatti dati alla fuga.  Le pattuglie libiche avrebbero avvistato i combattenti islamici mentre si avviavano verso Ovest, nell’area di Sabrata e Zuara, località da cui partono i barconi pieni di profughi guidati dai trafficanti di migranti. Come testimonia anche il colonnello libico Mohamed El-Gasri:

Sappiamo che sono in stretto contatto con i trafficanti di uomini e che stanno raggiungendo le navi che attraversano il Mediterraneo.

Intanto le forze libiche, aiutate dai britannici e dagli statunitensi, stanno cercando di riprendere il pieno controllo del porto di Sirte proprio per evitare che i terroristi riescano a sfuggire via mare alla cattura e che la popolazione locale fornisca aiuto e un rifugio ai combattenti in fuga. Gli ufficiali libici si mostrano fiduciosi e pensano di riuscire a riprendere in mano la città in pochi giorni. Nel frattempo è importante prevenire e monitorare le prossime mosse dell’ISIS.

Terroristi in fuga cambiano look e strategia

A far sospettare un cambio netto nella strategia offensiva degli jihadisti sarebbero anche i peli ritrovati nei bagni delle abitazioni che erano in mano allo Stato Islamico, ora liberate dai terroristi. La scelta di rinunciare alle lunghe barbe, tratto distintivo degli estremisti, potrebbe essere stato un semplice tentativo di sfuggire alla cattura, ma anche un modo per confondersi e riuscire a raggiungere indisturbati i Paesi occidentali e in particolare l’Italia,  tra gli obiettivi dichiarati dell’ISIS. La pratica è già stata osservata in Iraq, quando l’esercito iracheno ha lanciato un’offensiva per riprendere il controllo della città di Fallujah.

L’ipotesi di terroristi infiltrati tra i migranti in passato non era stata ritenuta attendibile dalle forze dell’intelligence occidentali, perché i militanti rappresentano un investimento dispendioso per l’ISIS. Il Califfato non rischierebbe di perdere in un naufragio terroristi addestrati  per mesi a compiere attentati. D’altra parte l’ISIS messo alle strette potrebbe realmente tentare il tutto per tutto, affidando i combattenti al mare per permettergli di raggiungere l’Italia.

L’allarme lanciato dal tabloid britannico, non confermato dai servizi segreti italiani, è un ulteriore monito a rafforzare i controlli sugli sbarchi. Gli attentatori ovviamente approderebbero in Italia disarmati per confondersi tra i profughi, ma i loro movimenti andrebbero monitorati per evitare che eventuali cellule attive nel nostro Paese forniscano loro appoggio e armi per pianificare attentati.

USA: annuncio morte Al-Baghdadi fa parte di strategia

Il netto cambio di look non è l’unica novità nella strategia dell’ISIS. Secondo il Pentagono anche la morte di Al-Baghdadi a Raqqa, confermata dall’ISIS, sarebbe in realtà una strategia per depistare le forze alleate e permettere al leader di spostarsi indisturbato. Il leader è infatti costretto a cambiare spesso nascondiglio per riuscire a sfuggire ai raid e alla cattura.