Archiviati i primi due scritti (17 e 18 giugno) i maturandi dovranno misurarsi con il famigerato quizzone: fissata per il prossimo 22 giugno, la prova a carattere multidisciplinare non ha la stessa durata per tutti, non prevede che vengano fatte le stesse domande e nemmeno che le materie siano le medesime. Caotica e vasta, la terza prova è quindi l’incubo di ogni maturando poiché, non essendo ministeriale, dipende interamente dal consiglio di classe, che nella maggior parte dei casi non lascia trapelare nulla sulle materie scelte fino al giorno stesso dell’esame. Come si legge infatti sul sito del Miur, “Non è prevista alcuna comunicazione di questo genere. La normativa prevede soltanto che la Commissione d’esame, in coerenza con il Documento del Consiglio di classe, scelga collegialmente la struttura della prova”.

Lo scopo della terza prova è infatti quello di testare il grado di conoscenza delle materie studiate durante l’ultimo anno delle superiori e proprio a tal fine la prova non è ministeriale, così che corrisponda al programma effettivamente svolto dalle singole classi.
Le materie, in numero non superiore a cinque e non inferiore a quattro, verranno dunque decise dalla commissione esaminatrice: potranno esserci nel complesso non oltre 5 argomenti a trattazione sintetica (tipologia A); da 10 a 15 quesiti a risposta singola (Tipologia B); da 30 a 40 quesiti a risposta multipla (Tipologia C); non più di 2 problemi scientifici a soluzione rapida (Tipologia D ); non più di 2 quesiti pratici (Tipologia E); e un progetto (Tipologia F).

In terza prova possono inoltre essere poste domande esclusivamente inerenti alle materie per le quali i professori che compongono la commissione sono abilitati ad insegnare.

Novità del 2015 è invece il possibile inserimento in terza prova della materia in lingua straniera CLIL (Disciplina Non Linguistica insegnata in lingua straniera). Va infatti quest’anno a regime la riforma Gelimini così l’insegnamento della disciplina non linguistica sarà valutato anche durante l’Esame di Stato nell’ambito della terza prova scritta (e della prova orale) sulla base della programmazione del Consiglio di classe risultante dal documento del 15 maggio.
A proposito il Miur ha specificato che:

- Nella Terza prova: la commissione della maturità può scegliere di inserire domande nella materia in lingua straniera, sulla base della programmazione per la terza prova che il Consiglio di Classe deve pubblicare entro il 15 maggio.
- Nella Prova orale: durante la prova orale allo studente possono essere fatte domande in lingua straniera sulla materia insegnata in inglese (o in un’altra lingua straniera) solo se il docente che la insegna fa il commissario interno.
Passiamo ora ad analizzare le modalità in cui possono essere formulati i quesiti:

- Trattazione sintetica: lo studente dovrà rispondere a domande specifiche, anche a carattere multidisciplinare, sempre corredate dall’indicazione del numero massimo di righe o parole che si possono utilizzare;
- Quesiti a risposta singola: prevedono anch’essi che lo studente formuli una risposta, ma in genere la trattazione deve essere più breve;
- Quesiti a risposta multipla: allo studente basterà scegliere la risposta corretta tra le varie opzioni proposte;
- Problemi scientifici a soluzione rapida: richiedono calcoli poco complessi e vengono elaborati dalla commissione in base all’indirizzo di studio e alle esercitazioni svolte dalla classe durante l’anno scolastico;
- Casi pratici e professionali: quesiti diffusi soprattutto negli Istituti tecnici e professionali;
- Sviluppo di progetti: coinvolge diverse discipline o si riferisce all’esposizione di una esperienza di laboratorio realizzata durante l’anno scolastico.
Quali che siano le materie scelte dalla commissione e la forma in cui verranno sottoposti i quesiti, in generale il tempo a disposizione dei maturandi sarà di 3 ore e, sebbene molto più complessa e articolata, il punteggio massimo della terza prova sarà 15/15 (come per i primi due scritti), con sufficienza fissata a 10/15.