Archiviati i primi due scritti a carattere ministeriale, il 22 giugno i maturandi dovranno confrontarsi con la temutissima terza prova. Il test è espressione dell’autonomia didattico-metodologica e organizzativa delle singole istituzioni scolastiche ed è strettamente correlata al piano dell’offerta formativa di ciascuna di esse. La prova, a carattere pluridisciplinare, verte sulle materie dell’ultimo anno di corso e consiste nella trattazione sintetica di argomenti, nella risposta a quesiti singoli o multipli, nella soluzione di problemi, casi pratici e professionali, o nello sviluppo di progetti. Ma come prepararsi al meglio per una prova tanto vasta e diversificata? Ecco alcuni trucchi e consigli per far fruttare al meglio il poco tempo rimasto.

Innanzitutto va detto che le materie oggetto della terza prova possono essere scelte esclusivamente tra quelle insegnate dai membri della commissione (composta da 6 docenti). Di logica, da qui una prima considerazione: nel ripasso, privilegiate le materie di competenza dei membri della Commissione, specialmente quelle non affrontate in seconda prova.

Secondo punto fondamentale dal quale partire sono le simulazioni svolte durante l’anno:  la commissione fa molto affidamento su di esse, sia per quanto riguarda le materie, sia nella scelta della tipologia dei quesiti (argomenti a trattazione sintetica – tipologia A; quesiti a risposta singola – Tipologia B; quesiti a risposta multipla – Tipologia C; problemi scientifici a soluzione rapida – Tipologia D; quesiti pratici – Tipologia E; sviluppo di progetti – Tipologia F).

Importantissimo a questo punto è riuscire a concentrarsi e razionalizzare: il tempo rimasto per il ripasso è ormai poco, così come le energie, che giunti a maggio iniziano davvero a scarseggiare. Spegnete quindi i cellulari e scegliete con cura il luogo designato alla grande fatica; dev’essere silenzioso, fresco e assolutamente privo di TV e PC, grandi fonti di distrazione. Organizzate il ripasso per macroargomenti. Lavorate per punti: ogni materia, ogni argomento, ha la propria keyword. Partite da quella e cercate di essere il più concisi possibile.

Cominciate focalizzandovi sui punti deboli e cercando di chiarire i dubbi e gli aspetti che generano maggiori difficoltà. Quindi consolidate lo studio e la memorizzazione degli argomenti aiutandovi anche con gruppi di studio: porsi domande a vicenda, cercando di prevedere le possibili domande, è una strategia che aiuta a formulare in anteprima le modalità di risposta. Lasciate invece per ultime le materie in cui riuscite meglio. Stilare una lista con l’ordine delle materie da affrontare (con in cima quelle più ostiche) è un ottimo metodo per non farsi prendere dal panico di fronte all’enorme mole di lavoro che vi aspetta.

Inutile a questo punto perdere tempo nella redazioni di lunghi riassunti. Il ripasso deve essere veloce: se i riassunti si sono già preparati in precedenza, studiate solo su quelli, accantonando i libri; altrimenti focalizzatevi sulla stesura di mappe concettuali. Il test non richiede infatti una conoscenza dettagliata (valutata invece durante l’orale), quindi concentratevi sui concetti fondamentali di ogni singola materia.

Il lavoro da fare è tanto, ma non scordatevi di fare delle pause! Questi gli intervalli consigliati dagli esperti per mantenere alta la concentrazione: 40/50 min di studio;  10/15 min di pausa;  10 min di ripasso.

Infine, molto importante, esercitatevi! Sul Web si possono trovare infinite simulazioni!

Non resta che augurarvi buon ripasso e in bocca al lupo!