Attraverso una petizione lanciata nel Regno Unito e che ha raggiunto 280 mila adesioni, la catena di supermercati inglesi Tesco ha deciso di ridurre gradualmente la vendita di uova provenienti da galline in gabbia, fino a escluderne completamente la distribuzione entro il 2025.

La proposta è partita su Change.org da parte di Lucy Gavaghan, una ragazza di appena quattordici anni convinta che la pratica di tenere chiuse in gabbia le galline sia ‘crudele, innaturale e inumana‘. Così come riporta il “Telegraph”, Tesco ha preso a cuore l’argomento e, dopo aver consultato fornitori, esperti dell’industria e azionisti chiave, ha deciso di ridurre questa tipologia coatta di allevamento, preferendo la vendita di uova di galline allevate a terra, quindi libere di muoversi e alimentate in modo organico. Ad oggi già il 57% delle uova vendute proviene da quel tipo di pratica, mentre il restante 43% deriva da allevamenti di galline in batteria. Con una progressiva riduzione della galline in gabbia, la catena di supermercati tra le più note in Inghilterra ha assicurato che entro il 2025 tutte le uova distribuite proverranno da animali lasciati in libertà. Anche Matt Simister, direttore commerciale per il cibo fresco di Tesco, ha confermato questa decisiva svolta dell’azienda, sottolineandone i risvolti positivi correlati:

“Abbiamo condotto un’estensiva e collaborativa analisi con i nostri fornitori e personaggi chiave dell’industria, per comprendere la strada migliore per ottenere uova al 100% da galline libere. Questo permetterà ai nostri fornitori partner di ricevere la certezza che richiedono affinché vengano fatti investimenti significativi e necessari per nuovi sistemi d’allevamento“.