Dopo mille anni l’Atlantide d’Egitto sta per tornare alla luce. Si tratta delle città di Heracleion e Canopo, costruite sul terreno del delta del Nilo e ora sepolte sotto tre metri di limo. Così come riporta il “DailyMail” le statue, i gioielli e le stele di geroglifici nascoste nel fiume egizio saranno esposte il prossimo anno al British Museum per la gioia degli appassionati di archeologia.

Secondo i testi antichi quelle due città rappresentavano il luogo d’ingresso in Egitto prima di Alessandria, fin quando sono stati sommerse dalle sabbie del Nilo. La riscoperta è avvenuta nel 1996 ma i sommozzatori hanno impiegato ben vent’anni per portare alla luce quei tesori nascosti che comprendono anche una stele in cui è incisa in geroglifici una dichiarazione reale del faraone Nectanebo I e una statua gigante di Hapy, dio egizio personificazione delle inondazioni del Nilo. La mostra, che si svolgerà da maggio a novembre, si chiamerà ”Sunken Cities: Egypt’s Lost World” e, oltre ai tesori sommersi, comprenderà alcuni oggetti presi in prestito speciale da parte delle autorità egiziane. Franck Goddio, il presidente dell’European Institutue of Underwater Archaeology e co-curatore della mostra, è entusiasta di questa iniziativa che finalmente renderà pubblico il lavoro che per anni lo impegnato nelle acque del Nilo:

“La mia squadra ed io, così come la Fondazione Hilti, siamo felici che la mostra con le scoperte archeologiche delle nostre spedizioni subacque al largo della costa d’Egitto sarà esposta al British Museum. Ci permette di condividere con il pubblico i risultati di anni di lavoro presso le città sommerse e il fascino di mondi e civiltà antiche”.