Duemilacinquecento studenti sono stati ammessi a Medicina, dopo essere stati esclusi dal test dello scorso aprile. E’ quanto ha stabilito il Tar del Lazio, che ha accolto i ricorsi patrocinati in gran parte dall’Unione degli universitari, basati sulla contestazione di presunte irregolarità avvenute nel corso dello svolgimento della prova.

Attualmente, dunque, i candidati ammessi sono cinquemila, una numero che va a coprire il 50 per cento dei posti messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per le facoltà di Medicina e Odontoiatria. Una riammissione che mette in seria discussione anche il metodo della selezione attraverso il cosiddetto quizzone, dato che gli studenti che possono permettersi di fare ricorso riescono poi ad entrare, al contrario di chi non può.

I ricorsi non finisco qui ovviamente. I primi ad essere stati ammessi sono stati quelli proveniente di Milano ma a giorni si attendono anche i verdetti per altre città come Roma, Bologna, Palermo e promossi da trenta atenei presenti su tutto il territorio italiano.

Per gli studenti si tratta di una vittoria che mette in dubbio il sistema dell’accesso a numero chiuso nelle facoltà. Per la Conferenza dei rettori si tratta invece di un episodio grave in quanto la ricettività degli atenei italiani non consente di allargare l’accesso a tutti coloro che lo desiderino anche per un solo anno.

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