62695 candidati, 9224 posti, 38 atenei statali disponibili: sono questi i numeri del test di Medicina 2016 che si sta svolgendo questa mattina.

L’esercitazione che serve a selezionare i candidati che potranno frequentare la Facoltà di Medicina e Chirurgia ha visto aumentare il numero dei partecipanti di duemila unità, nonostante il Miur abbia ridotto ancora una volta il numero chiuso, sceso di 300 posti, e le domande dei test – come sempre accade – siano oggetto di polemiche per la loro natura nozionistica e la difficoltà troppo elevata.

Tuttavia la proteste non sono state solo teoriche e idealistiche, dato che già nella notte di ieri ci sono stati blitz degli studenti alla sede del Miur di Roma, i quali hanno protestato contro l’accesso ai corsi a numero chiuso, giudicato lesivo del diritto allo studio.

Elisa Marchetti, coordinatrice dell’Udu, ha affermato che il gesto dimostrativo ha avuto come scopo la denuncia di “una selezione all’ingresso che di fatto si basa su elementi aleatori, e su cui incidono fortemente una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con la capacità e la volontà del candidato di affrontare un determinato corso di studi.”

Sotto severo scrutinio anche la possibilità che vi siano imbrogli e favoritismi durante lo svolgimento delle prove. Per ovviare a questa eventualità è stata distribuita in tutti gli atenei una Guida al test sicuro, che indica “tutto ciò che deve accadere per far sì che il test si svolga in maniera regolare, evitando quindi che prove inique e fallaci vadano a condizionare il futuro di studenti già pesantemente danneggiati da questo sistema di accesso“, come si legge in una nota.

D’altro canto la ministra Stefania Giannini aveva già proposto l’adozione del modello francese, che prevede un primo anno aperto e poi test a partire dal secondo. Idea bocciata dalla Federazione dei Medici, che tramite il responsabile Ezio Casale ha spiegato come gli atenei non abbiano le risorse per assorbire la massa di studenti.

Restano allora i cento minuti concessi agli studenti per sfoggiare le proprie conoscenze, in un test, che ammette lo stesso Casale, può essere decisamente migliorato, a partire dalla qualità delle domande: “Ci vuole un migliore equilibrio tra domande di cultura generale e domande di tipo tecnico specifico. Negli anni scorsi quelle di cultura generale erano troppe, quest’anno va molto meglio, sono scese a circa il 20%, la percentuale giusta perché comunque una cultura di carattere generale è molto importante”.

Nei prossimi giorni sarà anche il turno di Medicina veterinaria, prevista per il 7 settembre, Architettura, per l’8, e Professioni sanitarie e Medicina e Chirurgia in inglese, rispettivamente il 13 e il 14.