Al via questa mattina il test di Medicina 2017, la prova d’ingresso per i corsi ad accesso programmato, che si svolge in tutti gli atenei d’Italia. In tutto gli aspiranti medici che partecipano all’esame sono quasi 67mila (in crescita di quasi 5mila unità rispetto all’anno scorso), per un totale di 9100 posti disponibili.

Meno di uno studente su sette dunque è destinato a superare la prova, che domani verrà seguita da quella di Medicina Veterinaria, mentre il 7 sarà il turno di Architettura. Si proseguirà poi il 13 settembre con Professioni Sanitarie, il 14 e il 15 con la versione in lingua inglese dei corsi di Medicina e Chirurgia e Scienze della Formazione Primaria.

I candidati avranno a disposizione 100 minuti per rispondere a un totale di 60 domande a crocetta (5 le opzioni disponibili) che saranno suddivise in 5 argomenti principali, ovvero cultura generale, matematica e fisica, chimica, biologia e logica.

Anche quest’anno, come ormai da molto tempo a questa parte, vi sono state proteste anche violente per il numero chiuso in vigore sin dal 1999: i posti a disposizione, calcolati sul fabbisogno regionale, sono infatti sempre meno, mentre i candidati aumentano costantemente.

Regolari anche le promesse di ricorsi nel caso di vere o presunte irregolarità riscontrate dagli studenti. Alle matricole di Medicina si affiancano quest’anno però anche gli specializzandi, sul piede di guerra in quanto ancora in attesa del bando di concorso, in ritardo rispetto a quanto preventivato.

Secondo alcune ricerche il 57% degli aspiranti medici è pronto a iscriversi a un’altra facoltà anche simile nel caso in cui il test dovesse fallire, con l’obiettivo di riprovarci l’anno prossimo. Solo il 18% dei ragazzi che si presentano oggi, invece, intendono dire addio al loro proposito nel caso in cui non dovessero essere ammessi.