Oggi è il 12 maggio, e come ogni anno torna l’appuntamento con il test Invalsi per le scuole superiori. In questa data è stato anche indetto uno sciopero da Cobas, Unicobas, USI e Autoconvocati Roma mentre l’Unione Sindacale di Base ha indetto uno sciopero breve di mansione – vuol dire che gli insegnanti aderenti a questa sigla che decideranno di aderire a questa protesta si rifiuteranno di somministrare i test e faranno lezione normalmente.

Alla protesta degli insegnanti dovrebbe affiancarsi quella degli studenti: secondo un sondaggio di Skuola.net su 2000 utenti, 1/4 degli studenti che sosterranno la prova Invalsi dicono che non la svolgeranno. Secondo i ragazzi sentiti dal sito internet specializzato, per 1/3 di loro la prova Invalsi determinerà un voto sul registro – mentre per il 6% degli intervistati saranno gli stessi professori a boicottare i test. A proposito del boicottaggio sotterraneo degli insegnanti, gli studenti affermano che in – circa – un caso su 10 il loro prof ha chiesto loro di non presentarsi alla prova, mentre il 5% degli insegnanti ha detto che li lascerà copiare liberamente.

Gli studenti mostrano un rifiuto verso questi test: 1/3 degli intervistati pensa che una prova nazionale non possa tener conto dei diversi contesti, un altro 15% è contrario ai quiz a crocette, e c’è anche chi – il 14% – vorrebbe che i professori non potessero utilizzare la prova per dare un voto di rendimento (la stessa percentuale di intervistati pensa che l’Invalsi sia inutile per via delle irregolarità che si verificano puntualmente).

Il rapporto difficile tra gli studenti e questo tipo di test si può leggere anche da un altro dato: Il 50% del campione dice che non studierà per il test perché copierà o risponderà a caso. Lo scetticismo verso l’Invalsi si allarga anche al Questionario dello studente. Il 27% non capisce quale sia la sua funzione, e il 17% è del tutto contrario a dare informazioni di questo tipo, e un altro 18% pensa che i professori potrebbero leggere le informazioni contenute nel questionario.