Il Parlamento del Texas ha approvato con una maggioranza schiacciante due leggi anti aborto che proibiscono alcune procedure in vigore e la donazione dei tessuti fetali a scopo di ricerca, e introducono alcune misure per i medici che stanno destando scalpore.

Lo Stato, in cui notoriamente la destra religiosa è fortissima, ha infatti previsto la possibilità per i medici di mentire alla potenziali madri, se ciò potrà portare alla salvezza dei feti: il personale medico infatti non sarà più costretto a informare le donne incinte su eventuali malformazioni o malattie genetiche dei bambini, nel caso in cui ciò possa portare all’aborto.

La difesa ufficiale della legge, pronunciata dal firmatario Brandon Creighton, riguarda la difesa legale dei medici dalle eventuali cause e dalle richieste di risarcimento danni.

Mesi prima il senatore repubblicano affermò che a suo parere i medici eccedevano nel consigliare la pratica dell’aborto proprio a causa di ciò, mentre le pazienti avevano diritto a portare in tribunale un medico che non avesse proceduto all’eliminazione del feto nel caso in cui questi avesse malformazioni.

L’altro provvedimento riguarda l’abolizione delle pratiche della dilatazione e dell’aspirazione, usate durante gli aborti che avvengono nel secondo trimestre di gravidanza per salvaguardare la salute della madre. Così facendo il diritto all’aborto, già criminalizzato oltre le 20 settimane, potrebbe retrocedere al limite dei 90 giorni.

Ora tocca al governatore Greg Abbott, dichiaratamente antiabortista, ratificare le due leggi: tuttavia non è improbabile che i tribunali le accettino, come ha ritenuto persino un’associazione quale la Texas Alliance for Life.