Si chiama The Rolling Stones Liberation Front e si tratta del fans club più organizzato e insurrezionalista che ci sia e da solo si definisce “A non-violent, non-profit gurellia unit”. Dopo anni, parliamo dal 1962 quindi 50 anni, di fedele ammirazione, hanno deciso di dettare legge su quelle che dovrebbero essere le mosse della band in relazione al tour che stanno organizzando per festeggiare i primi 50 anni di successi.

Le richieste partono dal presupposto che la band non dovrebbe più sfruttare i propri fans, ma ringraziarli e omaggiarli proprio durante l’occasione di questo tour. Dalla FanPage di Facebook e dal loro sito internet dichiarano quindi di volere:

  1. We want smaller venues (location dei concerti più piccole per poter apprezzar meglio la musica)
  2. We want lower ticket prices (biglietti a prezzo più basso, “We believe it is unacceptable to charge up to $350 for a single ticket”, “Troviamo inaccettabile dover pagare 350 dollari per un biglietto”, e come dargli torto)
  3. We want a set list overhaul (rivedere al scaletta. Si rifiutano di sentire anche “I Can’t Get No) Satisfaction”, “Brown Sugar”, “Honky Tonk Women”, “Start Me Up” e “Sympathy For The Devil”)
  4. We want the elimination of the horn section and back-up singers (eliminazione dei cori a favore di una musica più semplice e vicina al vero rock’n’roll)
  5. We want the expulsion of all opening acts (eliminazione dei gruppi di supporto in apertura)
  6. We want all fans to take responsability for theselves (far sì che i fan prendano coscienza di se stessi, smettendo di comprare tutto ciò che viene prodotto dalla band).

La frase che conclude queste richieste è “Now it’s time The Rolling Stones give back or we will push back. We should not give them more of our money and then settle for the usual”, ovvero “è ora che i Rolling Stones inizino a dare prima che i fan li rifiutino. Non dovremmo più dargli i nostri soldi, per poi ricevere lo stesso materiale di sempre”.

Cosa risponderanno i Rolling Stones?