Gran pezzo di merda, la prossima ti vengo a cercare e ti spacco il cu** con le mani. Il giorno in cui ti incontro con due pugni in faccia ti mando in ospedale, devo perdere il nome mio se non ti prendo la mandibola e te la metto dietro. E non scordarti ciò che ti ho promesso, pubblica di nuovo la foto mia e quella di mio fratello che ti vengo a cercare fino a casa e ti massacro. E poi mi denunci.. tanto con le mani non c’è carcere”, queste le parole di Francesco De Carolis, 44enne siracusano, che si era rivolto così a Paolo Borrometi, direttore de “LaSpia” e giornalista dell’Agi.

La “colpa” del cronista era stata quella di aver pubblicato un’inchiesta sulle attività criminali del clan siracusano Bottaro-Attanasio in cui si faceva riferimento anche a Luciano De Carolis, fratello di Francesco, e al suo ruolo rivestito nell’ambito dell’organizzazione criminale di stampo mafioso.

Ieri Francesco De Carolis è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Siracusa e Ragusa, su delega della Dda, con l’accusa di tentata violenza privata aggravata dal metodo mafioso nei confronti del giornalista dell’Agi. “Spero che la gente comprenda che denunciare convenga e che chi sbaglia paga. Non ci possono essere nel nostro Paese ‘zone franche’. Minacciare un giornalista vuol dire minacciare la libertà d’informazione e tutti coloro che, tramite quel giornalista, vengono informati”, questo il commento di Paolo Borrometi.