Nuova stretta ufficiale sulle prescrizioni di visite mediche ed esami a rischio di inappropriatezza: il giro di vite riguarderà circa 203 prestazioni di specialistica ambulatoriale. Il decreto, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 20 gennaio, cita testualmente “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.

Le aree a cui appartengono le 203 prestazioni sono: odontoiatria, genetica, radiologia diagnostica, esami di laboratorio, dermatologia allergologica, medicina nucleare. Stando a quanto scritto nel decreto (che potrete leggere qui), i cittadini non potranno più curarsi pagando semplicemente il ticket, ma dovranno probabilmente sostenere costi più elevati dovuti a una frequenza maggiore di visite e a un numero di esami superiore del solito per la prevenzione di patologie. Nel decreto è infatti possibile leggere esempi come “Ai fini dell’applicazione delle condizioni di erogabilità nella prescrizione delle prestazioni di radiologia diagnostica di cui al presente decreto, per la definizione del «sospetto oncologico» di cui all’allegato 1, note n. 32, 34, 36, 38 e 40 devono essere considerati i seguenti fattori: 1) anamnesi positiva per tumori; 2) perdita di peso; 3) assenza di miglioramento con la terapia dopo 4-6 settimane; 4) età sopra 50 e sotto 18 anni; 5) dolore ingravescente, continuo anche a riposo e con persistenza notturna”. E ancora: “Ai fini dell’applicazione delle condizioni di erogabilità nella prescrizione delle prestazioni di odontoiatria, si intende per: a) «vulnerabilità sanitaria» la presenza di condizioni cliniche che possono essere gravemente pregiudicate da una patologia odontoiatrica concomitante; b) «vulnerabilità sociale» una condizione di svantaggio sociale ed economico correlata di norma al basso reddito, a condizioni di marginalità o esclusione sociale”.

Non sono mancate di certo le polemiche nei confronti del nuovo decreto che metterebbe a repentaglio, così come dichiarato da alcuni, la salute dei cittadini, negando l’accesso ad esami fondamentali e terapie. Costantino Troise, segretario del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l’Anaao-Assomed, ha dichiarato aspramente che “da oggi, per sapere come curare, i medici dovranno leggere la gazzetta ufficiale e non più i testi scientifici”.