Un morto, tre dispersi, centinaia di migliaia di evacuati, aerei a terra, treni bloccati, traffico in tilt: è un primo bilancio del tifone che nelle ultime ore ha colpito il Giappone. Soprannominato “Phanfone” (chiamato anche “Neneng”, quando colpisce le Filippine), sembra che stia perdendo d’intensità, poiché gli esperti giapponesi lo hanno da poco declassificato da super tifone a tifone ordinario. Ma resta una perturbazione dalla forza distruttiva enorme, tanto da aver causato l’evacuazione precauzionale di circa 400mila persone in tutta la nazione, 20mila delle quali nella sola area di Tokyo.

Ed è proprio la capitale a vivere oggi ore di apprensione. Le raffiche di vento soffiano fino a 180 Km/h. Circa diecimila abitazioni sono rimaste senza energia elettrica. Si segnalano diverse trombe d’aria. Almeno 600 voli commerciali sono stati cancellati; è in tilt anche la circolazione ferroviaria. Le scuole sono state chiuse. Resta elevato l’allarme per i rischi di frane e inondazioni.

Nelle ore precedenti, quando il tifone si trovava nella zona delle isole, un militare dell’aviazione americana è stato spazzato via insieme a due suoi commilitoni mentre si trovava sulla costa di Okinawa. Due di loro risultano dispersi. Scomparso anche un civile che stava praticando il surf. La violenza di Phanfone ha costretto le autorità ad interrompere le ricerche dei dispersi scomparsi in seguito all’eruzione del vulcano Ontake, avvenuta il 23 settembre e causa di almeno 51 morti.

Domenica 5 Il tifone ha provocato parecchi guai anche a Suzuka, nella zona centrale del Giappone, dove si stava disputando il Gran Premio di Formula 1. La forte pioggia ha provocato il rinvio della partenza e molti altri problemi, fra cui il gravissimo incidente del pilota francese Jules Bianchi.

Foto: NASA Goddard Photo and Video via photopin cc