La morte di Tiziana Cantone sta facendo discutere sotto diversi punti di vista ma ciò che è certo, fino a questo momento, è che una ragazza ha deciso di togliersi la vita (abbiamo raccontato la sua vicenda in questo articolo). Ed è proprio con la morte di Tiziana Cantone che la sua storia personale ha avuto fine dopo un anno che non deve essere stato affatto facile per lei, anzi certamente non lo è stato visto l’esito: dalla diffusione di un video hot che non avrebbe dovuto finire in rete alla sua necessità di arrivare persino a cambiare identità, può di tornare ad avere una vita serena. Fino al drammatico epilogo di oggi.

E adesso la procura di Napoli Nord ha deciso di aprire un fascicolo sul caso, ipotizzando il reato di induzione al suicidio. Anche le parole della madre di Tiziana Cantone lasciano qualche alone drammatico in una vicenda già molto drammatica di suo. Secondo quanto si apprende, la donna avrebbe dichiarato di non essere riuscita a salvare la figlia in alcun modo (“Non l’avevo vista per tutto il giorno, non ho potuto fermarla“) e che il turbamento della ragazza era legato anche al fatto che nonostante una sentenza del tribunale a suo favore, in cui aveva ottenuto il diritto all’oblio, Tiziana Cantone era stata considerata consenziente e condannata a pagare quattromila euro di spese processuali.

La questione legale, iniziata già mentre Tiziana Cantone era in vita, proseguirà anche adesso che la ragazza non c’è. La giovane aveva citato in giudizio chi aveva postato i video online e tutte le piattaforme su cui gli stessi erano finiti, presunte colpevoli di non aver rispettato il diritto all’oblio. Solo pochi giorni fa, ad esempio, aveva ottenuto un provvedimento grazie al quale tutte le piattaforme che non avessero rispettato il suo diritto all’oblio potevano essere colpite da multe per ogni giorno in cui tale diritto non veniva rispettato.