Due vittime e tredici feriti è il bilancio dell’incendio divampato a bordo di un treno superveloce giapponese, lo Shinkansen, dopo che un uomo si è dato fuoco all’interno del convoglio. Il treno, composto da 16 vagoni e in viaggio sulla linea ad alta velocità Tokaido Shikansen, è stato costretto alla fermata di emergenza alle 11.30 locali (le 4.30 in Italia), vicino a Odawara, 70 km a sud-ovest di Tokyo. Secondo le prime ricostruzioni si tratterebbe di suicidio, ma il fumo e le fiamme propagatesi all’interno del convoglio hanno provocato, oltre alla morte dell’uomo che si è dato alle fiamme, il decesso di una donna di cinquant’anni e il coinvolgimento di altre tredici persone, di cui quattro rimaste gravemente ferite. Una testimone ha raccontato di come l’uomo si sia cosparso di liquido infiammabile, per poi appiccare il fuoco. Le ragioni del folle gesto ancora non sono state chiarite.

Uno dei macchinisti avrebbe tentato invano di spegnere le fiamme, ha riferito il ministero dei Trasporti, mentre la maggior parte dei passeggeri (circa mille in totale) sarebbe riuscita a mettersi in salvo proprio grazie alla fermata d’emergenza, mentre il fumo cominciava a riempire i vagoni. Immediato l’intervento dei vigili del fuoco, intervenuti per prestare soccorso e cercare di arginare l’incendio, ma per il suicida, presumibilmente un uomo sulla settantina, non c’è stato nulla da fare. Il premier Shinzo Abe ha costituito un’unità di crisi per affrontare la situazione e la linea è stata subito sospesa (33 gli shinkansen cancellati), per poi tornare alla piena normalità nel corso di alcune ore.

I treni ad alta velocità Shinkansen sono considerati da sempre i più sicuri, puntuali e confortevoli al mondo. Tra il 1964, anno di inaugurazione della prima linea Shinkansen, e il 2004 non si era verificato alcun incidente. Da allora si contano due deragliamenti, dovuti ad una forte scossa di terremoto e ad una violenta tempesta di neve.