Nessuna tregua all’Intifada in Cisgiordania. La tomba di Giuseppe è stata incendiata da un gruppo di giovani palestinesi che stavano manifestando armati di molotov. Il monumento funebre, situato a Nablus, ospiterebbe secondo la tradizione ebraica le reliquie del personaggio biblico figlio di Giacobbe e di Rachele, un patriarca divenuto consigliere del Faraone d’Egitto.

Il rogo è stato appiccato dai ribelli su tutti i lati dell’edificio con l’ausilio di numerose bottiglie incendiarie. Le forze dell’ordine palestinese sono intervenute per sedare la rivolta, disperdendo i 150 manifestanti. Le fiamme sono state domate ma il complesso ha riportato ingenti danni.

Tomba di Giuseppe: Israele e ANP condannano rogo

L’incendio appiccato alla tomba di Giuseppe ha scatenato lo sdegno del governo israeliano. A condannare l’attacco al luogo di culto ebraico è stato il Ministero degli Esteri israeliano tramite il direttore Dore Gold:

Questo attacco ricorda le azioni dei più estremisti elementi islamici, dall’Afghanistan alla Libia. L’incendio alla tomba di Giuseppe dimostra cosa accadrebbe se i luoghi santi a Gerusalemme fossero nelle mani della leadership palestinese.

L’azione dei palestinesi contro la tomba di Giuseppe è stata condannata anche dall’esercito israeliano. Il portavoce Peter Lerner ha tuonato:

L’incendio e la profanazione della Tomba di Giuseppe sono una flagrante violazione e una contraddizione del valore fondamentale della libertà di culto.

Lerner ha poi promesso che i responsabili della profanazione della tomba di Giuseppe verranno identificati al più presto dalle forze dell’ordine e dovranno rispondere del loro gesto davanti alla giustizia. Le autorità israeliane si sono impegnate a restaurare il sito e a ripristinare la libertà di culto nei luoghi sacri.

Anche Abu Mazen presidente dell’ANP, l’Autorità Nazionale Palestinese, ha definito l’incendio alla tomba di Giuseppe un atto deplorevole, condannando l’azione e istituendo una commissione d’inchiesta per accertare le responsabilità dell’accaduto. Abu Mazen si è poi impegnato a ripagare i danni subiti dal complesso nel rogo.

Nel frattempo Hamas ha indetto un’altra giornata di collera e si temono nuovi scontri a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, luoghi più colpiti dall’Intifada. Nelle scorse ore un soldato israeliano è stato accoltellato da un lupo solitario.