Papa Francesco ha compiuto oggi una storica visita in un tempio valdese. Si tratta della prima volta di un pontefice all’interno di una chiesa appartenente all’ordine dei valdesi, movimento religioso protestante di origine calvinista che è stato scomunicato nel 1184. Nel corso della visita è però accaduto anche un fatto molto curioso.

Fuori dal tempio valdese visitato dal Papa è spuntato un sosia di Gesù che ha immediatamente attirato l’attenzione della folla presente. Non si tratta della prima volta. Il cosiddetto “Jesus in Turin”, così come si fa chiamare sulla sua pagina Facebook, è un ragazzo trentenne che si era già segnalato all’inizio dell’Ostensione della Sindone e che ha cominciato a farsi notare per le strade del centro cittadino.

Sembra che il ragazzo sia stato “ammonito” negli scorsi giorni dagli agenti delle forze dell’ordine, che gli hanno chiesto di non circolare nella zona della cattedrale in cui è esposta la Sindone, ieri visitata anche dal Papa, poiché potrebbe “disturbare i fedeli”. Il singolare personaggio ha però attirato parecchio l’attenzione fuori dalla chiesa valdese e sono molte le persone che si sono fatte un selfie insieme a lui.

Papa Francesco intanto è stato accolto in maniera calorosa all’interno del tempio valdese dal pastore Paolo Ribet: “Caro fratello Francesco, benvenuto. La incontriamo con gioia come un nuovo fratello nel nostro percorso. Vogliamo leggere la sua visita, che è stata definita giustamente storica, proprio in questa dimensione. Viviamo un’esperienza incoraggiante e spero anticipatrice di ulteriori esperienze ecumeniche anche a Torino”.

Il Papa nel corso del suo intervento ha chiesto scusa in nome dei cattolici per la scomunica fatta ai valdesi: “Da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!”.

Papa Francesco ha quindi proposto una collaborazione tra cattolici e valdesi: “Andiamo insieme incontro all’umanità distratta. Andiamo insieme incontro agli uomini e alle donne di oggi, che a volte sembrano così distratti e indifferenti, per trasmettere loro il cuore del Vangelo. […] Un altro ambito in cui possiamo lavorare sempre di più uniti è quello del servizio all’umanità che soffre, ai poveri, agli ammalati, ai migranti”.