È un rapporto di 480 pagine quello che la Commissione di controllo dei servizi segreti del Senato degli Stati Uniti d’America ha preparato sui metodi di tortura utilizzati dalla Cia durante gli interrogatori ai terroristi, presunti e accertati, di al Qaeda e altre organizzazioni.

In realtà il documento originale è composto da più di 6000 pagine, un numero impressionante ma indispensabile per analizzare ciò che è successo tra l’attentato alle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, e il 2009, anno dell’insediamento del Presidente Barack Obama.

Tra i primi gesti eclatanti del mandato di questi vi fu infatti la decisione di abbandonare i mezzi utilizzati dalla precedente amministrazione di George W. Bush. A fare scandalo fu però la mancata apertura di un’inchiesta appropriata e l’assenza di una condanna esplicita delle torture utilizzate dalla Cia.

Tra le più famigerate, diventata tale anche grazie all’osteggiato film Zero Dark Thirty, c’è di sicuro la pratica del waterboarding, l’annegamento simulato e controllato attraverso un panno imbevuto d’acqua e applicato sul viso dell’interrogato. Ma nel dossier mancano percosse, deprivazione del sonno, umiliazioni, esposizione ad alte e basse temperature.

Il documento rappresenta anche un campo di battaglia tra i due schieramenti della politica americana. La Commissione, per ora nelle mani dei Democratici, avrebbe pubblicato il report solo ora, come atto di vendetta contro i rivali Repubblicani, in procinto di guadagnare la maggioranza in Senato dopo la vittoria delle ultime elezioni.

D’altro canto si tratta della teoria esposta dai conservatori, i quali osservano l’arbitrarietà a loro sfavorevole del riassunto di 6000 pagine in 480, ma anche all’interno del partito di Obama c’è chi ha espresso dubbi riguardo all’opportunità di pubblicare ora il dossier. Si temono infatti attentati terroristici di ritorsione, e sono infatti state allertate tutte le ambasciate e gli obiettivi sensibili che potrebbero essere colpiti.

I diretti interessati alla Cia, infine, si sono difesi assicurando di aver agito per il bene dei cittadini americani e di tutto il mondo, sostenendo che ciò che era stato chiesto ai loro agenti era stato reso legale in un momento eccezionale.

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