Dante Alighieri, detto semplicemente Dante, battezzato come Durante di Alighiero degli Alighieri, della Famiglia Alighieri, nacque a Firenze. La data di nascita di Dante è sconosciuta anche se, in genere, viene indicata attorno al 1265, sulla base di alcune allusioni autobiografiche riportate nella Vita Nova e nella cantica dell’Inferno.

È conosciuto come il Sommo Poeta, o, per antonomasia, il Poeta. Considerato il padre della lingua italiana, è l’autore della Comedìa, divenuta celebre come “Divina Commedia” e universalmente considerata la più grande opera scritta in italiano e uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale.

Dante nacque nell’importante famiglia fiorentina degli Alighieri, legata alla corrente dei guelfi, un’alleanza politica in opposizione ai ghibellini (gli stessi guelfi si divisero poi in guelfi bianchi e guelfi neri). Suo padre, Aleghiero o Alighiero di Bellincione, di mestiere era un cambiavalute e grazie a questa professione riuscì a sostentare la sua numerosa famiglia. La madre di Dante invece era Bella degli Abati, un’importante famiglia ghibellina. Di lei si sa poco. Dante non ne ha parlato un granché.

All’età di dodici anni fu concordato il matrimonio di Dante con Gemma, figlia di Messer Manetto Donati, che successivamente sposò all’età di vent’anni e dalla quale ebbe tre figli. I Donati, era una delle più importanti nella Firenze tardo-medievale e in seguito divenne il punto di riferimento per lo schieramento politico opposto a quello del poeta, cioè i guelfi neri.

Politicamente Dante, come tante altre famiglie dell’epoca, erano contrari ad un  eccessivo aumento del potere temporale papale. Nella sua opera “De Monarchia” auspicava l’indipendenza del potere imperiale dal papa, pur riconoscendo a quest’ultimo una superiore autorità morale, e proprio per questo egli cercò sempre di osteggiare le ingerenze del suo acerrimo nemico papa Bonifacio VIII.

Il suo primo e più importante maestro di arte e di vita fu Brunetto Latini, che ebbe una notevole influenza sulla vita politica e civile di Firenze e che insieme a Lapo Gianni, Cino da Pistoia e Dante appunto divennero i capiscuola del Dolce stil novo.

La cultura letteraria di Dante è basata principalmente sugli autori latini: in particolare Virgilio, che ebbe un’influenza determinante sulle opere dantesche.

Ancora giovanissimo conobbe Beatrice (figura femminile centrale nell’opera del nostro poeta), a cui Dante è legato da un amore profondo e platonico idealizzato dalla spiritualità stilnovistica. È difficile riuscire a capire in cosa sia consistito questo amore, si dice che Dante si innamorò di Beatrice, la figlia di Folco Portinari, anche se la vide soltanto una volta e mai le parlò. Il nome Beatrice assumerà soprattutto nella Divina Commedia la sua reale importanza, in quanto, etimologicamente parlando, significa “Portatrice di Beatitudine”, tanto che solo questa figura potrà condurre Dante lungo il percorso del Paradiso.

Quando Beatrice morì nel 1290, Dante cercò di trovare un rifugio nella letteratura latina.

La sua carriera politica raggiunge l’apice nel 1300 quando Dante, guelfo di parte bianca, viene eletto priore (la carica più importante del comune fiorentino). il poeta è un politico moderato, ma convinto sostenitore dell’autonomia della città di Firenze contro le ingerenze del potere del Papa. L’anno successivo, il papa Bonifacio VIII decise di inviare a Firenze Carlo di Valois, fratello del re di Francia, con l’intenzione non esplicita di eliminare i guelfi bianchi dalla scena politica. Il poeta non ritornerà mai più nella sua città natale, e fu condannato all’esilio.

Iniziò così un pellegrinaggio per l’Italia. Prese contatto con Bartolomeo della Scala a Verona e con i conti Malaspina in Lunigiana, e tra il 1304 e il 1307 compose il “Convivio” (poi rimasto interrotto) per acquisire meriti di fronte all’opinione pubblica.

Nello stesso periodo il “De Vulgari Eloquentia”. Col passare degli anni Dante iniziò a vedere il suo esilio come simbolo di distacco dalla corruzione e dalla mediocrità. Da qui nasce l’ispirazione e la denuncia del voler indirizzare l’uomo verso la retta via, in una poesia che prende forma nella Divina Commedia.

L’imperatore Arrigo VII intanto continuò a sostenere le idee politiche di Dante, possibile portatore di pace nella penisola italiana, ma la speranza di riconciliarsi col belpaese venne presto stroncata dalla morte improvvisa dell’imperatore nel 1313. Dante morì poco dopo a Ravenna nel 1321.

LE POESIE PIU’ IMPORTANTI:

*1295: Vita Nova. Raccolta delle poesie giovanili, scritte fra il 1293 e il 1295. Un’autobiografia spirituale, dove l’amore (per Beatrice) non è descritto nella sua forma sensibile e terrena , ma come un sentimento che porta a un amore e a un ideale di vita più alti.

*1304-1306: De Vulgari Eloquentia. Scritto in latino, con regole sull’arte dello scrivere in italiano volgare. Ponendosi il dubbio della giusta o sbagliata diffusione della lingua volgare.

*1304-1307: Convivio. Scritto nei primi anni dell’esilio, in lingua volgare. Cerca di convincere gli uomini di potere che lo studio della filosofia e il rispetto delle leggi morali sono una condizione necessaria per la convivenza degli uomini nella società.

*1306-1321: Divina Commedia. È il capolavoro di Dante e l’opera che racchiude tutta la sua esperienza. È composta da tre cantiche (Inferno, Purgatorio e Paradiso), ciascuna delle quali comprende 33 canti, scritti in terzine di endecasillabi, eccetto l’Inferno che contiene un canto in più quale prologo all’intera opera. L’Inferno viene completato probabilmente verso il 1309, il Purgatorio verso il 1312, il Paradiso verso il 1318.

*1310-1313: De Monarchia. Scritto in latino. Affiora il tema politico. Per il poeta, l’unica forma di governo che possa assicurare la pace e la sicurezza, è la monarchia, una monarchia universale, che rifletta l’unicità e l’universalità del regno di Dio e garantisca la pace, la giustizia e la libertà degli uomini.

*Le Rime. Raccolta, ordinata dai posteri, dei componimenti poetici che Dante scrive nel corso della sua vita e che sono legati alle varie esperienze di vita del poeta.

COSE DA SAPERE:

Il dolce stil novo, noto anche come stilnovismo, stil novo o stilnovo, nasce a Bologna e poi si sviluppa a Firenze tra il 1270 ed il 1300, è un movimento letterario che verta a un’ideale di un poetare ricercato e aulico, a un’espressione raffinata e “nobile” dei propri pensieri. Il manifesto di questa nuova corrente poetica è la canzone di Guinizzelli “Al cor gentil rempaira sempre amore”; in questo componimento egli esplicita le caratteristiche della donna intesa dagli stilnovisti, la figura femminile evolve verso la figura di una “donna-angelo”, intermediaria tra l’ uomo e Dio, capace di sublimare il desiderio maschile purché l’uomo dimostri di possedere un cuore gentile e puro. Questa teoria, rimarrà la base di tutta la poesia Dantesca.