Gabriele D’Annunzio (foto by infophoto) avrebbe oggi 150 anni. Nato il 12 marzo 1863 a Pescara il “Vate”, così era soprannominato, ha occupato una posizione di primo piano nella letteratura italiana dal 1889 al 1910 e nella vita politica dal 1914 al 1924. Un vero simbolo del periodo del Decadentismo.

La traccia come prima prova di maturità sul D’Annunzio è una di quelle più gettonate proprio per il numero tondo della sua nascita e per il quale vengono richiesti degli schemi per l’eventuale tema.

Vita e opere del personaggio: la vita del D’Annunzio si divide nel periodo romano (1881-1991) e nel periodo fiorentino (1894-1904). La prima fu quella più importante per la sua formazione culturale. Nella Roma “bene” cominciò a costruire il suo stile raffinato e comunicativo la sua personale visione del mondo e il “main core” della sua poetica. L’ingegno molto precoce, la straordinaria capacità retorica e di versificazione e l’abilità di assimilazione e di appropriazione delle esperienze letterarie e culturali altrui sono stati tre fattori principali per la crescita artistica del poeta che svolse anche lavoro giornalistico per esigenze economiche. Una vita sentimentale turbolenta. A soli 20 anni il primo matrimonio a Roma con la duchessa gallese Maria Hardouin. Poi in seguito a relazioni extraconiugali la separazione. Nel frattempo arriva il suo più grande successo letterario, Il piacere nel 1889. Nel 1891 termina il periodo romano e fino al 1894 visse a Napoli dove compose Giovanni Episcopo e L’innocente, seguiti da Il trionfo della morte. Sempre di questo periodo è il suo primo approccio agli scritti di Friedrich Nietzsche. Nel 1894 il trasferimento a Firenze dopo aver iniziato una relazione con l’attrice Eleonora Duse e per il quale decise il cambio di dimora. La relazione con Eleonora Duse ebbe il suo epilogo nel 1904, dopo il tradimento con Alessandra di Rudiní e l’uscita del romanzo Il fuoco, in cui il poeta descriveva la loro relazione. Costretto a trasferirsi in Francia per evitare i creditori (D’Annunzio accumulò in Italia parecchi debiti in seguito ad una vita troppo dispendiosa). Dal 1910 al 1915 il Vate rimase in terra transalpina e al rientro in patria rifiutò la cattedra di letteratura italiana che era stata di Giovanni Pascoli. Nel 1915 inizia il periodo della sua partecipazione a storiche battaglie durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1916 perse l’utilizzo dell’occhio destro a causa di una mal curata ferita durante un atterraggio di emergenza (D’Annunzio era aviatore). Nel periodo di degenza nel quale viene accudito dalla figlia Renata e compone l’opera Il Notturno che venne pubblicata nel 1921 e contiene una serie di ricordi e di osservazioni. Dopo il tentativo di occupazione della città di Fiume persa durante le spartizioni degli alleati in seguito alla Prima Guerra Mondiale D’Annunzio si ritirò nella villa di Cargnacco a Gardone Riviera sul lago di Garda dove continuò a lavorare fino alla sua morte il 1° marzo del 1938.

Cosa dovete sapere: D’Annunzio è considerato l’esponente più emblematico del Decadentismo italiano e l’analisi della sua personalità riguarda, oltre che la storia della letteratura, l’intera storia della cultura di massa, della politica, del costume e della società italiana tra l’Ottocento ed il Novecento. Per un lungo periodo, gli stereotipi da lui creati hanno rappresentato infatti un modello imitato in ogni campo della vita nazionale. In D’Annunzio, vita e letteratura si intersecano e si confondono, creando una figura variegata e ricca di sfumature contraddittorie. E’ sempre rimasta costante in lui l’attitudine a trasformare se stesso in personaggio e a far coincidere l’arte con la realtà.