Tra i nomi papabili che potrebbero uscire nei titoli della prima prova di maturità c’è anche Salvatore Quasimodo; Ecco qualche dato biografico e un paio di consigli nel caso uscisse un tema sul poeta.

Salvatore Quasimodo nacque a Modica (Ragusa) il 20 agosto del 1901. In seguito al disastroso Subito dopo terremoto del 1908 andò a vivere a Messina, dove il padre, Gaetano Quasimodo, capostazione delle ferrovie dello stato, era stato chiamato per riorganizzare la locale stazione. Prima abitazione della famiglia, furono proprio i vagoni ferroviari. Un dolore precoce che segnò profondamente la sua infanzia e la sua anima di poeta.

A Messina Quasimodo compì gli studi fino al conseguimento del diploma (1919) presso l’Istituto Tecnico “A. M. Jaci”, sezione fisico-matematica.

All’epoca dello “Jaci” conobbe il giurista Salvatore Pugliatti ed il futuro sindaco di Firenze Giorgio La Pira, con i quali strinse un’amicizia destinata a durare negli anni e con i quali nel 1917 fondò il “Nuovo Giornale Letterario” una pubblicazione mensile, sul quale pubblicò le sue prime poesie[8], venduta nella locale tabaccheria di uno zio di La Pira che divenne luogo di ritrovo per giovani letterati.

Appena raggiunta la maggiore età Quasimodo lasciò la Sicilia e si stabilì a Roma, dove trovò il modo di studiare in Vaticano il latino e il greco presso Monsignor Rampolla del Tindaro dedicandosi ai classici, destinati anch’essi a divenire per lui fonte di ispirazione. Nel 1930, assunto come “geometra straordinario” dal Ministero dei Lavori Pubblici, venne assegnato al Genio Civile di Reggio Calabria dove si assicurò finalmente a Quasimodo la sopravvivenza quotidiana.

In questo periodo maturò e affinò il suo gusto per lo stile ermetico, cominciando a dare consistenza alla sua prima raccolta “Acque e terre”, opera incentrata sul tema della sua terra natale, la Sicilia, depositaria della cultura greca, che pubblicò quello stesso anno per le edizioni di Solaria. Nel periodo di Reggio Calabria nacque anche la nota lirica Vento a Tindari.

Nel 1931 venne trasferito presso il Genio Civile di Imperia e in seguito presso quello di Genova. In questa città conobbe Camillo Sbarbaro e le personalità di spicco che gravitavano intorno alla rivista Circoli, con la quale il poeta iniziò una proficua collaborazione pubblicando, nel 1932, per le edizioni della stessa, la sua seconda raccolta “Oboe sommerso” nella quale sono raccolte tutte le poesie scritte tra il 1930 e il 1932 e dove comincia a definirsi con più chiarezza la sua adesione all’ermetismo.

Nel 1934 venne trasferito poi a Milano. Nel 1938 lasciò il Genio Civile per dedicarsi alla letteratura e si dedicò soprattutto alla collaborazione con Letteratura, una rivista vicina all’Ermetismo. Pur professandosi sempre antifascista, non partecipò però attivamente alla Resistenza; in quegli anni si diede alla traduzione del Vangelo secondo Giovanni, di alcuni Canti di Catullo e di episodi dell’Odissea che verranno pubblicati solo dopo la Liberazione.

Nel 1959 gli fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, che gli donò grande fama e successo, seguirono le lauree honoris causa dalla Università di Messina nel 1960 e da quella di Oxford nel 1967. Il poeta trascorse gli ultimi anni di vita compiendo numerosi viaggi in Europa e in America per tenere conferenze e letture pubbliche delle sue liriche che nel frattempo erano state tradotte in diverse lingue. 1968 venne colpito da un ictus che lo portò alla morte in pochi giorni all’ospedale di Napoli.

LE POESIE PIU’ IMPORTANTI:

*Acque e terre. Poesie, Firenze, Edizioni di “Solaria”, 1930.

*Oboe sommerso, Genova, Edizioni di “Circoli”, 1932.

*Odore di eucalyptus ed altri versi, Firenze, Antico Fattore, 1933.

*Erato e Apòllìon, Milano, Scheiwiller, 1936.

*Francesco Messina, Milano, Casa d’arte Ariel, 1938.

*Poesie, Milano, Primi Piani, 1938.

*Lirici greci, tradotti da, Milano, Edizioni di Corrente, 1940; Milano, A. Mondadori, 1944.

*Ed è subito sera. Poesie, Milano-Verona, A. Mondadori, 1942.

*Il fiore delle “Georgiche”, Milano, Edizioni della Conchiglia, 1942; Milano, Gentile, 1944; Milano, A. Mondadori, 1957.

*Petrarca e il sentimento della solitudine, Milano, Garotto, 1945.

*Il Vangelo secondo Giovanni, tradotto dal greco da, Milano, Gentile, 1945.

*Giorno dopo giorno, Milano, A. Mondadori, 1947.

*Alle fronde dei salici

*Lettera

*19 gennaio 1944

*Neve

*Specchio

*Giorno dopo giorno

*Forse il cuore

*La notte d’inverno

*Milano, agosto 1943

*La muraglia

*Uomo del mio tempo

*O miei dolci animali

*A me pellegrino

*Presso l’Adda

*S’ode ancora il mare

*Elegia

*Il traghetto

*Il tuo piede silenzioso

*La vita non è sogno, Milano, A. Mondadori, 1949.

*Il falso e vero verde, Milano, Schwarz, 1953.

*La terra impareggiabile, Milano, A. Mondadori, 1958.

*Il poeta e il politico e altri saggi, Milano, Schwarz, 1960.

*Dare e avere. 1959-1965, Milano, A. Mondadori, 1966.

*Leonida di Taranto, Milano, Guido Le Noci ed., 1968; Manduria, Lacaita, 1969.

COSE DA SAPERE:

Salvatore Quasimodo è considerato un esponente di rilievo dell’ermetismo, ossia quell’atteggiamento assunto da un gruppo di poeti del ‘900, affermatosi in Italia tra gli anni trenta e quaranta e sviluppatosi nel periodo compreso tra le due guerre mondiali. La caratteristica dell’ermetismo è la forte riduzione all’essenziale, abolendo la punteggiatura e proponendo poesie sintetiche e brevi, alle volte anche di soli due o tre versi.