Con il termine responsabilità si intende la possibilità di prevedere quali potrebbero essere le conseguenze del proprio comportamento e correggere lo stesso sulla base di tale previsione. Si evidenzia quindi come le nostre azioni siano fondamentali per noi, per gli altri e per tutto ciò che ci circonda. Ma responsabilità è un concetto particolarmente ampio che può riferirsi alla responsabilità civile, sociale, politica ed economica. In particolare, con la globalizzazione e la multiculturalità, questo tema diventa sempre più centrale e di enorme importanza per la salvaguardia del nostro pianeta e, soprattutto, per il rispetto nei confronti del genere umano, definendosi come elemento fondamentale per la condivisione della crescita e dello sviluppo del pianeta.

Grazie agli studi di Amartya Sen, per esempio, si delinea un nuovo concetto di “sviluppo”, nettamente diverso da quello di crescita. Lo sviluppo economico non coincide più con un aumento del reddito, quindi con uno sviluppo nettamente economico, ma corrisponde a un aumento della qualità della vita. Ma è anche vero che nel momento in cui la qualità della vita aumenta, diventa fondamentale l’incontro con l’altro, l’accoglienza di ogni essere umano in ogni parte del mondo: nessuno dovrebbe sentirsi un apolide, così come sottolinea Jacques Attali, ma tutti dovrebbero sentirsi “cittadini della terra”. Sì, perché la condivisione, la solidarietà e la convivenza pacifica sono tre elementi essenziali affinché il genere umano possa raccogliere i frutti di questa condivisione. La responsabilità nei confronti dell’altro diventa ancor più fondamentale per riuscire a creare e mantenere salda la coesistenza tra diverse popolazioni e, soprattutto, lo sviluppo della mondializzazione della democrazia.

Viviamo in un mondo in cui il potere, specialmente quello politico, e il patrimonio economico rappresentano la punta della piramide, l’apice delle priorità del genere umano. Viviamo in un mondo in cui le persone non vengono più trattate come tali ma assomigliano più a numeri, tutti uguali, che non si distinguono più gli uni dagli altri perdendo le loro origini e le loro peculiarità. Viviamo in un mondo in cui la società è dominata dal consumismo e da ciò che l’economia mondiale ha creato con il passare del tempo, dove l’unica parola che risuona nell’aria negli ultimi anni è “crisi” e sembra che nessuno sia in grado di eliminarla dal nostro vocabolario quotidiano. Non è forse anche questa una forma di responsabilità? In un mondo che è in continua evoluzione è di vitale importanza l’impegno, da parte dei cittadini e dello Stato, di risolvere le condizioni negative che affliggono la vita della popolazione. Responsabilità da parte dei giovani di impegnarsi per costruire il proprio futuro, ma anche responsabilità da parte dello Stato affinché questo futuro sia possibile. La responsabilità dei mercati e della politica è di riportare l’uomo stesso al centro dell’economia.

Per promuovere un mondo nuovo c’è bisogno di pensiero e di responsabilità che vanno prese seriamente e che devono essere costantemente rinnovate. La politica, in particolare, dovrebbe essere un affare di convivenza civile fra le persone prima di essere un affare di rivalità per il possesso, il potere e la poltrona. Bisognerebbe pensare prima di tutto all’essere umano, alla responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti dell’altro, vicino o lontano che sia, pensando che proprio come lo sviluppo economico anche quello sociale deve progredire di pari passo. La responsabilità presuppone una situazione di libertà, in cui la persona può scegliere quale comportamento tenere: quella del nuovo millennio è di abbattere i pregiudizi e lottare perché la qualità della vita possa essere migliore per tutti, in egual mondo, in ogni parte del mondo.

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