La vita è cooperazione e la cooperazione è vita. Ne è convinto Fritjof Capra, fisico, teorico dei sistemi e saggista di fama internazionale che nel suo saggio “La rete della vita”, pubblicato nel 2001, ha ben espresso questo semplice e basilare concetto che è alla base della vita di tutti gli organismi viventi, dai più piccoli a quelli più grandi. E noi esseri umani, ovviamente, non ne siamo esenti, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.

La cooperazione, il riuscire ad integrarsi al meglio con la natura e con il pianeta terra sul quale siamo solo ospiti, sono la chiave di svolta, la formula vincente. Da qui il titolo “La rete della vita”, che spiega con chiarezza il percorso che l’uomo deve affrontare, per non sentirsi più isolato, ma parte integrante di un sistema più complesso che va salvaguardato e, possibilmente, salvato dalla distruzione, che l’industrializzazione e la globalizzazione hanno innescato. Un processo che sembra irreversibile, ma che può essere corretto grazie ad una svolta profonda.

La società odierna deve perciò fare un radicale cambio di rotta: il capitalismo ci ha divisi, la rete della vita servirà a ritrovare quell’unità originaria che ci permetterà di sopravvivere.

Per cooperazione si possono intendere moltissimi aspetti, come ad esempio l’aiuto reciproco tra esseri umani, non più isolati e soli ad affrontare la società e i problemi della vita, ma uniti insieme per attuare lo stesso progetto comune, ed è qui che entra in campo la creatività, l’ingegno dell’uomo per trovare soluzioni utili. Molto si è già fatto, il 2013, ad esempio, è stato indetto anno della cooperazione idrica, ma molto altro ancora è da fare. In questo senso l’ecologia, una cultura diffusa che porti con sè messaggi di rispetto della natura e delle risorse naturali, una consapevolezza di essere non padroni ma ospiti, gioca un ruolo molto importante. Bisogna costruire comunità sostenibili, bisogna smettere di sfruttare la natura e le sue risorse, bisogna cominciare a promuovere una cultura ambientale, partendo dall’educazione, perché è da piccoli che si impara cosa vuol dire far parte della rete della vita.

Sarà solo quando questa cultura avrà preso piede nel cuore di ognuno di noi e, più in generale, della società mondiale, che il vero cambiamento sarà in atto e che tutto quello che è stato ipotizzato da Fritjof Capra potrà divenire realtà. Se l’essere umano non capirà che lui stesso è parte della natura e continuerà a distruggerla, allora anche la nostra specie sarà a rischio sopravvivenza. La cooperazione, la collaborazione, l’integrazione, il rispetto e l’ecosostenibilità sono le parole chiave di questo cambiamento: solo così, solo diventando parte integrante della rete della vita, potremo sperare in un futuro migliore, per noi e per la terra.

Un tema sull’ambiente, quindi, sul rapporto tra ecosistemi e gli esseri viventi che lo compongono, come da molti ipotizzato durante questi ultimi giorni di trepida attesa, quello scelto dal Ministero per il tema di carattere generale.

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