In tutto il mondo durante il periodo natalizio, laddove i cristiani festeggiano l’incarnazione di Dio, esiste l’usanza di erigere presepi nelle case e nelle chiese. Essi sono rappresentazioni artistico- figurative della nascita di Gesù nella mangiatoia di una stalla a Betlemme; il termine deriva dal latino “praesaepe”, cioè greppia, mangiatoia, ma anche recinto e le prime fonti ad esso correlate sono costituite dai 180 versetti dei Vangeli di Matteo e Luca, cosiddetti “dell’infanzia”, che riportano la nascita di Gesù avvenuta al tempo di re Erode, a Betlemme di Giudea.

L’origine esatta del presepio è difficile da definire, in quanto prodotto di un lungo processo, ma già nel Quarto secolo troviamo a Roma (nelle catacombe) immagini della natività; è infatti storicamente documentato che già in tempo paleocristiano, il giorno di Natale venissero esposte nelle chiese immagini religiose, che dal decimo secolo assunsero un carattere sempre più popolare, estendendosi poi in tutta l’Europa.

Vero “padre del presepio” è poi comunemente  considerato San Francesco d’Assisi, che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Tommaso da Celano, cronista della vita di San Francesco, descrive brevemente la scena: “si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l’asino. Si onora ivi la semplicità, si esalta la povertà, si loda l’umiltà e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme”. Fu Papa Onorio III a permettergli  di uscire dal convento di Greggio, così egli eresse una mangiatoia all’interno di una caverna in un bosco, vi portò un asino ed un bue viventi, poi tenne la sua famosa predica di Natale davanti ad una grande folla di persone, rendendo così accessibile e comprensibile la storia di Natale a tutti coloro che non sapevano leggere.

A Roma, nella Cappella Sistina della Chiesa di Santa Maria Maggiore,si può poi ammirare uno dei più antichi presepi natalizi: costruito da Arnolfo da Cambio, esso risale al 1289 e rappresentata l’adorazione dei Re Magi. Si considerano precursori del presepio anche gli altari gotici intagliati con immagini della natività, uno di questi si trova in Austria nella chiesa di S. Wolfgang nella regione di Salzkammergut.

Periodo fiorente di presepi fu invece il Barrocco: le prime notizie certe di presepi allestiti nelle chiese giungono dalla Germania meridionale quando, dopo la Riforma, i Gesuiti riconobbero per primi il grande valore del presepio come oggetto di preghiera e di raccoglimento, nonché mezzo di informazione religiosa. Essi fecero dunque costruire preziosi e fastosi presepi, tanto che l’usanza si estese velocemente nelle chiese di tutta l’Europa cattolica, finché ogni comune volle un presepio in ogni chiesa. Baluardi delle costruzioni dei presepi in Europa divennero l’Italia, la Spagna, il Portogallo e il Sud della Francia, l’Austria ed il Sud della Germania. E’ questo il periodo in cui il presepe inizia a diffondersi anche nelle case dei nobili, sotto forma di “soprammobili” o di vere e proprie cappelle in miniatura (anche grazie all’invito del papa durante il Concilio di Trento, egli infatti ammirava la sua capacità di trasmettere la fede in modo semplice e vicino al sentire popolare).

L’arte dei Presepi visse quindi un periodo aureo nel 18° secolo, quando si cominciò ad ampliare e completare la storia di Natale con stazioni ed episodi.  E’ questo anche il periodo in cui nascono le grandi tradizioni presepistiche: quella del presepe napoletano, quella del presepe genovese e quella del presepe bolognese. Nel XVIII secolo, a Napoli si scatenò una vera e propria competizione fra famiglie su chi possedeva il presepe più bello e sfarzoso: i nobili impegnavano per la loro realizzazione intere camere dei loro appartamenti ricoprendo le statue di capi finissimi di tessuti pregiati e scintillanti gioielli autentici. Nello stesso secolo a Bologna, altra città italiana che vanta un’antica tradizione presepistica, venne istituita la Fiera di Santa Lucia quale mercato annuale delle statuine prodotte dagli artigiani locali, che viene ripetuta ogni anno, ancora oggi, dopo oltre due secoli. Alla fine del secolo però, con la nascita dell’Illuminismo e una sempre più diffusa cultura secolare, in alcuni luoghi i presepi  vennero addirittura vietati: in Baviera si dovettero eliminare tutti i presepi dalle chiese, ma anziché distruggerli, essi vennero portati nelle case dei contadini, nei quali crebbe sempre più l’interesse per la raffinata arte dei presepi, ed essi stessi presero ad intagliarne le figure. E’ così che tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento il presepe si diffonde anche negli appartamenti dei borghesi e del popolo, ovviamente in maniera meno appariscente, resistendo fino ai giorni nostri.

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