Maxi operazione del Comando Tutela Patrimonio Culturale nell’ambito di un’inchiesta contro il traffico illecito di beni e reperti archeologici. In queste ore 450 carabinieri, in collaborazione con i reparti territoriali e mobili coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia napoletana, sono impegnati in 147 perquisizioni che coinvolgono tutto il territorio nazionale.

L’operazione è scattata all’alba e le operazioni si concentrerebbero soprattutto tra Campania, Puglia e Sicilia. Secondo quanto si apprende, sarebbero fin’ora stati sequestrati reperti di diversa provenienza, prelevati dalle maggiori aree archeologiche italiane, fra cui Paestum, il sito di Pompei, ma anche l’area vesuviana e casertana.

Si tratta di un’indagine senza precedenti contro il traffico illecito di beni culturali. Secondo fonti investigative, nell’operazione non ci sarebbero fin’ora stati arresti.

L’operazione segue di pochi giorni l’ultimo colpo inferto ai trafficanti, lo scorso 23 gennaio, quando il blitz si concluse invece con  19 fermi. Durante l’operazione “Dedalo”, coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, erano già stati recuperati oltre 1.500 reperti del valore complessivo di 1,6 milioni di euro. L’ennesima operazione attribuibile all’attività del nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio, “un’eccellenza tutta italiana”, come è stato definito dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che ha già più volte ribadito la necessità di “inasprire le pene contro questo tipo di reati, che colpiscono l’intera collettività, mettendo a repentaglio un patrimonio che appartiene all’intera umanità”.

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