Maxi operazione contro il traffico illecito di reperti archeologici in Campania. I carabinieri della Stazione di Calvi Risorta (Caserta), in collaborazione con il Nucleo Tutela patrimonio culturale di Napoli, hanno smantellato un’articolata associazione a delinquere finalizzata allo scavo illecito e al traffico internazionale di reperti provenienti dai più importanti siti archeologici campani. Diciannove le persone fermate, nelle province di Caserta, Napoli, Salerno, Frosinone e Latina.

Dopo l’arresto di Gianfranco Becchina, figura di spicco nel circuito internazionale di traffici illeciti d’arte, con particolare riferimento a reperti archeologici trafugati clandestinamente nel sud Italia, il nucleo dei Carabinieri per la tutela del patrimonio assesta così un altro duro colpo al un giro d’affari che frutta milioni di euro ogni anno. Grazie all’operazione Dedalo, coordinata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, è stato infatti possibile recuperare oltre 1.500 reperti archeologici di diversa natura e datazione, nonché numerosi reperti contraffatti per un valore complessivo di un milione e 600mila euro.

A Dedalo, noto personaggio della mitologia greca, è attribuita la costruzione del famoso labirinto del Minotauro, nonché l’invenzione delle sculture, lignee o in terracotta, dette daidala. Nel linguaggio comune, con l’espressione “dedalo” si intende invece oggi un complicato intrico, cui evidentemente le forze dell’ordine sono finalmente riusciti a venire a capo.

Già più volte espressa dal ministro Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, la necessità di “inasprire le pene contro questo tipo di reati, che colpiscono l’intera collettività, mettendo a repentaglio un patrimonio che appartiene all’intera umanità”.

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