Questa mattina la Commissione Giustizia della Camera ha dato il via libera alla legge sul traffico d’organi – nominalmente il commerciato illecito di organi prelevati da persone viventi. Arrivato in Senato, il testo è stato approvato senza che venissero apportate modifiche.

La nuova legge introdotta nel codice penale prevede pene da 3 a 12 anni di carcere, con multe da 50mila e 300mila euro, per coloro che, in violazione della normativa sul prelievo e trapianto da donatore, vengano colti a commerciare in qualunque modo organi acquisiti da persona ancora in vita.

Nel caso in cui nel reato sia coinvolto un medico o un operatore sanitario scatta per questi l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.

Previste anche sanzioni per il cosiddetto turismo del trapianto: sono state infatti istituite pene da 3 a 7 anni di carcere per gli organizzatori materiali o per chi pubblicizzi viaggi che abbiano come finalità il traffico di organi.

Nella legge è stata implementata anche la casistica dell’associazione a delinquere , che viene considerata aggravata nel caso in cui sia finalizzata all’acquisizione di organi da persone viventi o da cadavere a scopo di lucro, oppure nel caso in cui la donazione di organi venga fatta soggetto ad attività di compravendita o di mediazione indebita: la promozione e organizzazione vengono punite con pene da 5 a 15 anni di detenzione, mentre per la partecipazione passano da 4 a 9 anni.

Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia, ha parlato di “una legge importante che colpisce reati odiosi a danno dei più deboli e di chi si trova in stato di bisogno. Il traffico di organi, il cui giro d’affari globale è stimato in quasi un miliardo e mezzo di dollari, è una forma di tratta degli esseri umani che rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali. È innanzitutto un atto di civiltà punire con sanzioni pesanti chi per profitto alimenta fenomeni di ‘neocannibalismo’ considerando il corpo degli altri come fonte di pezzi di ricambio e combattere l’aberrante turismo dei trapianti“.