Su disposizione del giudice per le indagini preliminari du Palermo, Lorenzo Jannelli, nove persone sono finite agli arresti domiciliari perché potrebbero essere coinvolte in una rete di traffico illegale di rifiuti – soprattutto rifiuti metallici ma non pericolosi – che alimentava un traffico che tra le Regioni Sicilia e Campania.

L’indagine sul traffico illegale di rifiuti è partita dal 2010, a seguito di un controllo effettuato presso la società Fondi Metal srl, nei pressi della città di Palermo, volto alla repressione del fenomeno del furto di rame. Proprio nel corso di quel controllo, furono rilevate alcune inottemperanze alle autorizzazioni attualmente vigenti in materia di rifiuti. La polizia sarebbe riuscita a scoprire che, eludendo i controllo sul sistema di tracciabilità del materiale proveniente dai micro raccoglitori ambulanti, si alimentava, in realtà, un grosso movimento di rifiuti che portava poi ad un profitto illecito di circa due milioni di euro.

Sarebbe stata ricostruita anche una serie di conferimenti di carichi di diverso materiale – tra cui rame ottone e alluminio – che sarebbe avvenuto presso le ditte della Campania Metal Group e Almet srl. Si stima che nel 2011 sia stata gestita una quantità superiore del 47,5% in più rispetto al limite massimo consentito. Una parte delle indagini ha poi riguardato anche le certificazioni necessarie per il trasporto dei rifiuti ed in particolar modo di quelli radioattivi.

Il procuratore aggiunto di Palermo, Salvatore De Luca, ha fatto sapere che a breve, nella città di Palermo, arriverà la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e che lo smaltimento degli stessi, come già noto da anni, è purtroppo uno dei settori più lucrosi per la mafia e per la criminalità organizzata in generale.

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