Ennesima tragedia dell’immigrazione dal Nord Africa all’Europa, su un barcone partito dalla Libia che conteneva 250 persone solo 26 sono riuscite a sopravvivere, salvati dalla marina di Tripoli nelle vicinanze di Tajoura, ad est della capitale.

Il portavoce della marina libica, Ayub Qassem, ha raccontanto così la tragedia dell’imbarcazione affondata: “Al momento abbiamo salvato solo 26 persone. Ci sono così tanti cadaveri che galleggiano in mare…”.

Tra le vittime sono molte le donne. I soccorsi e le ricerche sono stati resi difficili dagli scarsi mezzi a disposizione della guardia costiera, molti dei mezzi di soccorso sono infatti battelli da pesca o rimorchiatori presi in prestito dal ministero del petrolio.

Dalla cacciata e uccisione del leader libico Moammar Gheddafi nel 2011 la Libia vive  uno dei periodi più bui della sua storia. Nssuna guida autorevole, con un caos politico sempre più evidente, e la mancanza di sicurezza su tutto il territorio hanno fatto precipitare il paese nel caos più completo.

Secondo l’agenzia Habeshia, che raccoglie e diffonde segnalazioni sul fenomeno, al 24 agosto, dopo un naufragio molto simile a quello di oggi, sempre al largo delle coste libiche, in cui erano scomparsi 170 profughi e migranti, in maggioranza somali ed eritrei, le persone scomparse in mare potrebbero essere 2.000.

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