Update ore 17,30: è di pochi istanti fa la notizia del recupero della scatola nera. Dettaglio fondamentale che porterà forse a chiarire definitivamente la dinamica dell’incidente.

All’interno della torre di controllo del molo Giano, abbattuta dalla nave marcantile Jolly Nero, c’erano 13 persone: stando agli aggiornamenti delle ultime ore, le vittime salgono a sette, mentre è stato registrato un superstite estratto vivo dalle macerie.

Secondo quanto confermato da fonti investigative, al timone della Jolly Nero ci sarebbe stato un pilota del porto, e non il comandante della nave. Si tratta di una procedura regolare per le navi che entrano e lasciano lo scalo di Genova. La nave è andata ad impattare proprio contro la torre dove abitualmente lavorano i colleghi del pilota.

La procura di Genova ha aperto un’inchiesta tecnica sull’incidente, la nave è stata posta sotto sequestro e il comandante è stato interrogato dal pm (foto by InfoPhoto).

L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo contro ignoti, anche se, spiega il procuratore capo, Michele Di Lecce: “stiamo ascoltando diverse persone ma ci sono problemi preliminari” e aggiunge: “ al momento non siamo in grado di dare una versione ufficiale sull’accaduto”.

L’ipotesi è quella di motore in avaria; il motore della Jolly Nero potrebbe avere avuto un’avaria che le ha impedito di seguire la giusta rotta, finendo contro la torre di controllo. Il blocco di uno dei motori della nave avrebbe quindi  impedito alla nave di innescare la marcia e uscire dal porto.

“Un incidente inspiegabile, tanto più se si pensa che la nave era regolarmente condotta da un pilota a bordo e da due rimorchiatori, uno davanti e l’altro dietro”, ha spiegato il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando“Una manovra fatta centinaia di volte. Ci chiediamo tutti come possa essere successo”.

I principali sindacati di categoria, Filt CGIL, Filt CISL e UILTrasporti denunciano “il rischio di tutte le manovre di entrata e uscita delle navi dai porti. Da sempre chiediamo di rafforzare i provvedimenti legislativi in materia”. Ora si bisognerà appurare se si è trattato di errore umano o di avaria.