Un morto e quattro feriti. È il primo bilancio del devastante incendio divampato a bordo del traghetto Norman Atlantic domenica al largo delle coste albanesi. Sono 316 i passeggeri già tratti in salvo,  162 quelli ancora a bordo.  49 naufraghi questa mattina sono approdati al porto di Bari a bordo del mercantile Spirit of Piraeus, una delle navi che ha prestato soccorso al traghetto alla deriva. Il mercantile sarebbe dovuto approdare nel porto di Brindisi ma il mare grosso avrebbe costretto l’equipaggio al dirottamento su Bari. I superstiti sono ancora sotto shock, molti piangono ringraziando i soccorritori. Un uomo di nazionalità turca avrebbe riferito ai giornalisti che ci sarebbero almeno 4 persone morte a bordo:

“Ho visto quattro persone morte, con i miei occhi, sono sicurissimo, erano davanti a me. Sulla lancia avevamo quattro morti, due uomini e due donne, credo, perché al buio non si vedeva bene. Molta gente è caduta in mare purtroppo. Ho visto anche una decina di persone che erano a bordo di una lancia che poi sono finite in mare e non so proprio che fine abbiano fatto”.

La sua drammatica testimonianza non ha ancora trovato riscontri ufficiali. Al momento l’unica vittima accertata è il greco Georghios Doulis, morto nel tentativo di salire su una scialuppa. Tra i feriti gravi anche due soccorritori.

Le operazioni di salvataggio intanto proseguono ma sono rese lente e difficoltose dalle condizioni meteorologiche avverse e dal fumo dell’incendio che ostacola le manovre degli elicotteri intenti a recuperare i passeggeri. I mezzi aerei finora hanno effettuato 37 missioni, come ha reso noto la Guardia Costiera. La macchina dei soccorsi ieri non si è fermata nemmeno al sopraggiungere della notte. Da ore si continua a lavorare ininterrottamente per trarre in salvo le persone ancora a bordo del traghetto.

Uno dei passeggeri, il greco Nikos Patheodosiou, ha lanciato un drammatico appello ai soccorritori affinché le operazioni di salvataggio accelerino prima che sia troppo tardi:

“La nave si è inclinata, siamo in pericolo, bruceremo come topi, non so quanto resisteremo.”

Donne, anziani e bambini sono stati i primi a essere soccorsi e trasferiti negli ospedali pugliesi. Tanti mostrano principi di ipotermia per le tante ore trascorse al freddo. Secondo le prime ricostruzioni  l’incendio sarebbe divampato nel garage della nave, dove erano stipate circa 195 vetture. Le fiamme avrebbero presto invaso l’intera stiva, provocando un calore insopportabile su tutta la nave e rendendo l’aria irrespirabile, come racconta uno dei superstiti:

“Le nostre scarpe avevano iniziato a fondersi mentre eravamo nella zona della reception”.

Il rogo è stato domato intorno alle 21 ma l’acqua utilizzata per domare le fiamme avrebbe inclinato l’imbarcazione. L’inchiesta ora dovrà far luce sulle cause dell’incendio. L’ultima ispezione sul Norman Atlantic, avvenuta 10 giorni fa a cura dell’organizzazione Paris Mou, aveva rilevato dei problemi alle porte tagliafuoco e ai sistemi di sicurezza, malfunzionamenti non ritenuti però così gravi da pregiudicare la sicurezza del viaggio. Il traghetto, partito dal porto greco di Igoumenitsa, era diretto ad Ancona e trasportava 478 passeggeri, la metà di nazionalità greca, molti autotrasportatori. Proprio alcuni camionisti a bordo azzardano un’ipotesi sulla dinamica dell’incendio:

“La parte alta dei mezzi pesanti faceva attrito col soffitto del garage, i tir erano carichi di olio e schiacciati come sardine, ballavano per le onde alte. Facile che una scintilla sia partita da lì”.

Foto: Marina Militare via Twitter