Lei si chiama Charlotte Clymer ed è una transessuale che lavora come attivista e portavoce di un’associazione in difesa della comunità Lgbt. Quello che le è accaduto, purtroppo, è agghiacciante. All’ingresso del bagno delle donne, in un locale negli Usa, sarebbe stata fermata da un inserviente che prima le avrebbe chiesto un documento che attestasse il suo essere donna e poi avrebbe chiamato il gestore del locale che l’avrebbe addirittura invitata a uscire. Il giorno dopo l’attivista ha denunciato tutto sui social ottenendo persino le scuse dei gestori di questo locale, un ristorante cubano in cui Charlotte si trovava per festeggiare l’addio al nubilato di un’amica. Un “palese atto di discriminazione” che ha deciso di rendere pubblico affinché non accada mai più.

Queste le sue parole:

Ero indecisa se rendere pubblica o meno la cosa, ma poi ho pensato che dovevo farlo per tutti i membri della comunità Lgbt che non sono fortunati come me. Perché sono convinta che se fosse successo a una transessuale non bianca, non così consapevole dei suoi diritti o collegata a persone che se ne occupano, come me, non avrebbe avuto il coraggio e la forza di andare avanti. E l’episodio sarebbe rimasto inosservato come sempre.