Fino al 3 Novembre 2013, i Cantieri OGR di Torino ospiteranno la mostra “Transformers-Ritratti di musicisti rivoluzionari”: un vero e proprio viaggio nella storia della musica per raccontare attraverso le immagini la forza di trasformazione di ventisei artisti che hanno scritto la storia della musica nella seconda metà del Novecento, musicisti rivoluzionari che grazie alla loro personalità e al loro carisma hanno saputo conquistare palcoscenici e opinione pubblica cambiando il panorama musicale e non solo.

Il percorso espositivo è composto da 78 fotografie (concesse da Getty Images) che ritraggono la vita pubblica e privata di Elvis Presley, David Bowie, Jimi Hendrix e i Doors, passando per Madonna e Bob Dylan, dai Radiohead ai Daft Punk. Un viaggio che parte dagli anni Cinquanta, con l’avvento della “società di massa”, fino ad arrivare ai giorni nostri, con l’affermazione del web e delle tecnologie digitali, rappresentando ciascun passaggio intermedio (la canzone di protesta, la British Invasion, il riscatto afroamericano, l’epopea degli hippies, il rock teatrale, il punk, la world music, la rivoluzione elettronica, l’hip hop, la stagione della videomusica, il grunge, la techno e così via) con un’icona in grado di simboleggiarlo.

Nella selezione del materiale fotografico è stata dato valore e priorità all’evento dal vivo, a cui oggigiorno – data la progressiva smaterializzazione della musica registrata e l’incipiente fine del prodotto discografico – si associa sempre più l’idea di “verità” e di “autenticità” dell’esperienza musicale. A fianco delle immagini-chiave, stanno poi un corredo didascalico e un apparato fotografico complementare, che insiste su una dimensione più confidenziale dei personaggi rappresentati, intendendo quindi l’idea di trasformazione anche nel senso del passaggio dalla dimensione pubblica a quella privata. L’intento del curatore Alberto Campo è infatti proprio quello di mostrare gli artisti «sotto due luci differenti»: quella del palcoscenico, più forte ed energica, alimentata dalla passione dei fan e dall’adrenalina delle esibizioni live, e un’altra più intima e privata, un “dietro le quinte” atto a svelare il lato umano e familiare di ogni protagonista rappresentato.

Nemmeno la scelta della sede è casuale, gli stessi Cantieri OGR sono infatti luogo di trasformazione: la grande fabbrica in cui per decenni sono stati costruiti e riparati i treni è oggi luogo di sperimentazione e produzione nel campo della discipline contemporanee, dove produzioni audiovisive, musica, design e architettura trovano uno spazio per misurarsi con il cambiamento. Da qui l’idea della trasformazione come principio fondativo e tema conduttore della mostra stessa, curata dall’apprezzato musicologo Alberto Campo, giornalista, saggista e conduttore radiofonico, nonché direttore artistico del Traffic Free Festival di Torino.